PD, parla Orfini: “Basta discussioni, Renzi si è dimesso formalmente”

È una nota del presidente del Pd, Matteo Orfini a sottolineare le dimissioni formali di Renzi

È un punto molto forte quello che il presidente del Pd Matteo Orfini ha voluto mettere con una nota, nei confronti dell’ormai ex segretario del Pd Matteo Renzi. “Continuare a discutere di un fatto ormai avvenuto, le dimissioni del segretario, come se non vi fossero state non ha molto senso. Come non lo ha disquisire del percorso conseguente le dimissioni che è chiaramente definito dal nostro statuto e che non consente margini interpretativi né soluzioni creative”.Così esordisce e prosegue:Matteo Renzi si è formalmente dimesso lunedì.

L’iter previsto dallo statuto

Sempre nella nota Orfini precisa e continua: “Come da lui richiesto nella lettera di dimissioni, e come previsto dallo statuto, ho immediatamente annunciato la convocazione dell’assemblea nazionale per gli adempimenti conseguenti. Contestualmente ho convocato la direzione nazionale che sarà aperta dalla relazione del vicesegretario Martina. Nella direzione discuteremo le scelte politiche che il Pd dovrà assumere nelle prossime settimane. Se entro lunedì la discussione è risolta, bene. In caso contrario presenteremo un documento da sottoporre alla Direzione. Lo stiamo già predisponendo

Questo quanto emerge dalla linea nell’area Orlando tenutasi oggi.

tsp orlandoAndrea Orlando  Credits: Libero 


L’area Orlando dice no a “alleanze inverosimili”

Sono chiari i punti emersi dall’assemblea quindi: le dimissioni formali di Matteo Renzi, e un’immediata gestione collegiale e unitaria del partito. Non solo, dall’area Orlando emerge anche il fermo no a “inciuci” con la destra a alleanze con il Movimento 5 Stelle.

Da lunedì dovrà, infatti aprirsi una nuova fase, una fase che sempre secondo quanto scrive nella nota, dovrà portare “a discutere seriamente del fatto che abbiamo raggiunto il 18 per cento, una sconfitta di proporzioni storiche. Di queste si deve discutere e non di alleanze con i 5 Stelle, cosa inverosimile e da noi mai proposta” e nello stesso tempo si precisa che il Pd dovrà avere una posizione netta che non porti verso destra.

“L’alleanza con il movimento voce messa in giro per infangare”

La minoranza del Pd è convinta e non intende fare dietrofront: è proprio Andrea Orlando a commentare su Facebook: “È stata una mossa brillante dal punto di vista comunicativo spostare il dibattito interno del Pd sul tema delle alleanze, anzi sull’alleanza con i 5stelle, oscurando così il tema del risultato elettorale.”

Carlo Calenda ministro per lo Sviluppo economicoCarlo Calenda ministro per lo Sviluppo economico  – Credits AFP


Il vicesegretario Martina, Orlandi e i feanceschiniani vogliono solo una gestione collegiale unitaria, pensare alle elezioni dei capigruppo e ai presidenti della camera. Una luna giornata incominciata con le nette posizioni del Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda che ha fermamente dichiarato su twitter: “Se il Pd si allea con il M5S il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici”

Non resta che aspettare e vedere cosa deciderà il resto del partito, che secondo quelle che sono state definite “solo voci”, al Movimento sembrerebbe tenere ancora una porta aperta.