Chi era Davide Astori: il capitano che ha conquistato la serie A

In queste ore la famiglia, i compagni di squadra, gli amici e gli avversari sul campo salutano Davide Astori per l'ultima volta

Chi era Davide Astori è facile da capire oggi, mentre la piazza di fronte a Santa Croce e Firenze sta in silenzio, commossa, colma della folla pronta a salutare il capitano della Fiorentina. Un capitano rispettato e amato da tutti, dagli avversari, anche se solo sul campo, dagli ex tifosi. Soprattutto dalla compagna Francesca Fioretti e dalla figlia Vittoria, appena 2 anni.

L’amore per il calcio

La bara nel giorno del suo funerale, prima di arrivare in Santa Croce, è passata davanti allo stadio Franchi. Lì una folla immensa era pronta a salutarlo per l’ultima volta, a casa sua, nel suo stadio. In Santa Croce invece una folla immensa, in silenzio, che l’ha accolto con un applauso infinito di fronte a tutti i grandi campioni del mondo del calcio. Astori era nato il 7 gennaio dell”87, una carriera dedicata al calcio, soprattutto quando il Milan lo prende con sé, nella primavera. Difensore mancino, alto, pericoloso in fase d’attacco su calci d’angolo e punizioni.

Dopo l’esperienza in C1, Astori va a conquistare il cuore del Cagliari. È il 2008, ha 21 anni, ed è arrivato il momento del suo esordio in Serie A, minuti incredibili per qualsiasi ragazzo che sogna di fare il calciatore. Il primo gol, manco a dirlo, arriva contro la Fiorentina. Una casualità non da poco. Arriva anche l’esperienza in Nazionale alla corte del Ct Prandelli, dove ha conquistato l’amicizia di tutti i grandi del calcio, da Buffon a Chiellini. Poi un breve passaggio nella Roma, e alla fine, nel 2015, arriva alla Viola. A Firenze è quasi amore a prima vista, in poco tempo è titolare. Nella stagione 2017-2018 conquista la fascia di capitano.

Chi era Davide Astori: il capitano che ha conquistato la serie ADavide Astori con la maglia della Nazionale


La vita privata

Astori conosce Francesca Fioretti nel 2013 e non si erano più lasciati. Lei era una ex modella, ex gieffina ed ex concorrente del programma Pechino Express. Due anni fa la nascita della piccola Vittoria, grande amore di mamma e papà che lascia il lavoro per stare con la bambina. Una storia d’amore spezzata dalla tragedia capitata la mattina del 4 marzo, quando Davide è morto nella sua camera d’albergo ad Udine.

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La morte

Il 4 marzo i giocatori della Fiorentina si svegliano pronti per fare colazione. Sono a Udine, alle 15 si gioca. Di Davide però nessuna traccia, era deceduto nella sua camera d’albergo. L’autopsia ha spiegato che il suo cuore è rallentato, poco alla volta, fino a fermarsi. Si chiama bradiaritmia: una “morte cardiaca senza evidenza microscopica, verosimilmente su base bradiaritmica“.





La notizia ha sconvolto la squadra, i tifosi e tutta la seria A. Niente partite la scorsa domenica 4 marzo. La maglia numero 13 di Astori è stata ritirata non solo dalla Fiorentina, ma anche dal Cagliari, duramente colpito dalla scomparsa del giocatore.

La maglia numero 13, mostrata con orgoglio, per salutare Davide AstoriLa maglia numero 13, mostrata con orgoglio, per salutare Davide Astori


I funerali

astoriLa piazza, in silenzio, salutava il capitano Astori


I funerali del calciatore sono avvenuti l’8 marzo nella Basilica di Santa Croce. Fuori una piazza gremita di persone, che ha presenziato al funerale, in silenzio. Al momento dell’uscita delle bara al coro di “C’è solo un capitano”, i tifosi hanno salutato Astori.





Durante la funzione, Milan Badelj, giocatore della Fiorentina, ha letto un messaggio da parte della squadra: “Sei il fratello o il figlio che tutti avrebbero voluto avere. I tuoi genitori non hanno sbagliato nulla con te, neanche una virgola. Tu non sei come gli altri, tu sei il calcio, quello vero, quello puro dei bambini. Il nostro pensiero va a tua mamma e tuo papà, ai tuoi fratelli, a Francesca e alla Principessa Vichy. Sei stato un uomo con la u maiuscola e noi dovremo dirlo a lei. Tu sei luce per tutti noi“.