Il giorno della direzione PD: Renzi assente, Martina alla reggenza

Oggi si è svolta la direzione PD ma le sorprese sono state poche: Renzi non si presenta ma manda una lettera, Martina in pectore fino al prossimo segretario

Chi si aspettava qualche cambiamento interno al Partito Democratico dopo l’indecoroso risultato elettorale è rimasto deluso. Matteo Renzi è assente dalla direzione di oggi, l’ex segretario ha parlato al suo popolo in mattinata tramite la sua newsletter e con un’intervista al Corriere della Sera. La sfilata dei big del partito al Nazareno non è servita nemmeno a decidere quando fare l’Assemblea, che aprirà la strada al prossimo segretario. Inoltre, tranne Emiliano, è stato ribadito il no a qualsiasi richiesta di fare un governo con il Movimento 5 Stelle. L’unica differenza tra ieri e oggi è che Maurizio Martina è stato incoronato reggente del PD.

Renzi: “Sconfitta impone di voltare pagina”

Sembra che questo sia stato il suo ultimo giro di valzer, almeno secondo le dichiarazioni rilasciate al Corriere. Renzi è perentorio: “Il mio ciclo alla guida del Pd si è chiuso. Sono stati 4 anni difficili ma belli. Abbiamo fatto uscire l’Italia dalla crisi. Quando finirà la campagna di odio tanti riconosceranno i risultati“. Eppure non sono pochi a vedere dietro le sue parole concilianti una promessa per il futuro.

Matteo Renzi. Foto: Il Corriere della SeraMatteo Renzi. Foto: Il Corriere della Sera


Anche perché il segretario dimissionario non è intenzionato a lasciare il partito. “La sconfitta impone di voltare pagina. Tocca ad altri. Io darò una mano: noi non siamo quelli non che scendono dal carro, semplicemente perché il carro lo hanno sempre spinto. Continuerò a farlo con il sorriso: non ho rimpianti, non ho rancori“, dichiara.

Un sorriso che preannuncia una ennesima resa dei conti, da rimandare però. Renzi per il momento rimarrà dentro, esclusa quindi la possibilità di un partito personale. E preparerà il suo ritorno, come si intuisce dalle sue parole che sembrano un avvertimento: “Qualche dirigente medita il trasformismo? Forse. Del resto la viltà di oggi fa il paio con la piaggeria di ieri. E se per caso in futuro dovessimo tornare, sarebbe accompagnata dall’opportunismo di domani. I mediocri fanno sempre così: hanno scarsa fantasia, i mediocri“.

Tra un mese l’Assemblea

sede pdGiornalisti fuori la sede del PD durante l’Assemblea. Foto: Davide Allegranti/Twitter


Non è stata decisa la data precisa di apertura per i lavori dell’Assemblea, che si terrà comunque entro un mese. Lo ha chiarito Matteo Orfini dopo aver letto la lettera di dimissioni di Renzi. “Di fronte alle dimissioni abbiamo una procedura fissata dallo statuto: il vice segretario assume la gestione politica e il presidente ha un mese di tempo per convocare l’assemblea nazionale. Non possiamo derogare da questa procedura ed è quella che abbiamo deciso. L’unica variabile è sulla data di convocazione“, ha spiegato il presidente del partito. Renzi ha dichiarato nella lettera che spiegherà il motivo delle sue dimissioni durante l’Assemblea.

La direzione PD incorona Martina

Martina, reggente del partito durante questo periodo di trono vacante, ha spiegato il percorso da seguire: “La prossima Assemblea Nazionale dovrebbe avere la forza di aprire una fase costituente del Partito democratico in grado di potarci nei tempi giusti al congresso. Perché il nostro progetto ha bisogno ora più che mai di nuove idee e non solo di conte sulle persone. Ha bisogno di una partecipazione consapevole superiore a quella che possiamo offrire una sola domenica ai gazebo“.





Il ministro uscente dell’Agricoltura non sbatte la porta in faccia a Renzi e alla sua corrente dopo il risultato delle urne, anzi i renziani rimarranno molto vicini ai vertici decisionali. “Sento innanzitutto il bisogno di riconoscere la scelta che il Segretario ha compiuto dopo il voto, con le sue dimissioni, e voglio ringraziarlo per questo atto forte e difficile ma soprattutto per il lavoro e l’impegno enorme di questi anni“, commenta.