Benedetto XVI è con Francesco: la lettera per sedare gli oppositori del Papa

A 5 anni dal suo insediamento, Bergoglio ha ora a che fare con forti malumori tra le frange più conservatrici della Curia: Ratzinger interviene per sottolineare "continuità interiore" tra il suo papato e quello di Francesco

Una nota inaspettata, quella che Josef Ratzinger, il papa emerito Benedetto XVI, ha deciso di scrivere su Papa Francesco e di rendere pubblica in occasione del quinto anno di Pontificato di Bergoglio: una risposta a chi, per molto tempo, ha tentato di contrastare le visioni troppo progressiste del papa sudamericano rifacendosi a quello “emerito”, più cauto e e teologicamente conservatore. Ratzinger però è intervenuto per mettere sedare queste correnti intestine che vivono in Vaticano, di fatto regalando un attestato di stima importante al suo successore.

Benedetto XVI interviene a difesa di Papa Francesco

Da quando siede sul soglio pontificio, Papa Francesco è riuscito a conquistare l‘affetto di milioni di fedeli ad ogni latitudine, guadagnandosi la stima e la simpatia anche di chi, dalla Chiesa, è ormai lontano per idee e valori. Merito senz’altro della sua visione più aperta e moderna della dottrina, nonché di uno spirito più “pratico” che lo ha fatto sentire molto più vicino ai sentimenti del popolo rispetto ai suoi predecessori. Un pontificato, quello di Bergoglio, che però non sembra avere la stessa folta schiera di estimatori in Vaticano, tanto che in occasione del quinto anno dal suo insediamento a San Pietro, avvenuto il 13 marzo del 2013, il Papa emerito Joseph Ratzinger è dovuto intervenire per far sentire tutto il suo appoggio al successore, a quanto pare meno apprezzato dalle frange più conservatrici della Santa Sede.

RATZINGERPapa Benedetto XVI


Nonostante alcune divergenze, Ratzinger ha voluto sottolineare, nel suo messaggio, la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento”, come a smentire o comunque ridimensionare le idee di chi si rivede più in Raztinger e non fa nulla per nascondere la preferenza per le visioni teologiche del Papa emerito rispetto a quelle di Bergoglio. In questa ottica, sembra iscriversi l’allontanamento, lo scorso giugno, del “discepolo” del papa tedesco Gerhard Muller dalla Dottrina della Fede: Francesco lo riteneva in qualche modo un oppositore.

Un intervento che lascia pensare a forti malumori interni alla Santa Sede

Nella nota, Raztinger insiste sulla pubblicazione della Teologia di Papa Francesco, volumi che secondo lui sono essenziali per “opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano di oggi”. Una presa di posizione senza se e senza ma che però fa trasparire più di una crepa nella serenità interna alla Santa Sede: a 5 anni dalla sua elezione, Bergoglio sembra dover fare i conti con un’opposizione serpeggiante e il fatto che sia dovuto intervenire persino Joseph Ratzinger non fa che dar credito a tali ipotesi.

bergoglioPapa Francesco


La nota del Papa emerito fa trasparire l’immagine di una Chiesa oggetto di una lenta e difficile restaurazione, tra chi non vede di buon occhio lo spirito progressista di Francesco e chi, invece, spinge per muoversi ancora più in fretta. Non a caso, come riporta il Corriere della Sera, lo stesso Bergoglio aveva detto che la riforma ecclesiastica che dovrebbe aver avuto inizio con lui “è come pulire la Sfinge d’Egitto con uno spazzolino da denti“, specie se persino dentro a San Pietro i malumori non sembrano così sopiti. Servirà tempo, servirà pazienza, anche se l’intervento di Benedetto XVI fa pensare che la strada sia più irta di ostacoli del previsto.