Gli effetti devastanti della guerra in Siria sui bambini

Con il 2018 ha avuto inizio l’ottavo anno di guerra in Siria e in base a quanto rivelato dall’Unicef, il 20% delle vittime di questo conflitto sono bambini. Un dato allarmante, che mostra come le atrocità di questa guerra non guardino in faccia a nessuno, finendo per colpire maggiormente proprio i più deboli. Soltanto negli ultimi giorni di febbraio, infatti, i bombardamenti hanno causato 250 morti, di cui 57 bambini.

Il dramma dei bambini siriani

Il 2017 è stato in assoluto l’anno con il più alto numero di vittime tra i bambini e solo nei primi 2 mesi del 2018 circa 1000 tra bimbi e ragazzi sono morti o rimasti gravemente feriti a causa dei continui bombardamenti.

 Purtroppo i dati sono destinati a crescere e si stima che oltre 3 milioni di bimbi in Siria rischiano di ferirsi o morire per colpa degli ordigni, mentre oltre 5 milioni necessitano di assistenza umanitaria. In particolare nel Ghouta dell’est, molti bambini con le loro famiglie vivono in condizioni disumane nel sottosuolo: malnutrizione e condizioni igieniche scarse, infatti, sono all’ordine del giorno.

A tal proposito Henrietta Fore, direttore dell’Unicef, in un’intervista rilasciata a Reuters ha dichiarato che il Ghouta è un vero e proprio “inferno in Terra per i bambini“.

Per poi aggiungere: “I bombardamenti sono quasi incessanti, e questa enorme quantità di violenza significa che i bambini vedono con i loro occhi la morte e le mutilazioni. E ora non ci sono cibo e acqua sufficienti, e questo apre la strada alle malattie“.

bimbi siria

Le tragiche condizioni dei bambini in Ghouta orientale Fonte: CCN

Sospetto uso armi chimiche

Ad aggravare ulteriormente la situazione è il sospetto utilizzo di armi chimiche contro i civili nel Ghouta orientale, nella periferia di Damasco. Il governo siriano nega l’uso di tali armi e accusa i ribelli di diffondere informazioni false.

Alcuni medici, inoltre, pensano che i frequenti problemi respiratori riscontrati non siano dovuti ad armi chimiche ma alle sostanze emesse da un missile inesploso. I sospetti. comunque, continuano a permanere in quanto, già nel 2013, il Ghouta fu attaccato da armi chimiche e nell’aprile del 2017 la stessa sorte è toccata alla provincia di Idlib.

La vulnerabilità dei  bambini disabili

Per colpa della guerra molti bambini hanno riportato disabilità permanenti, che, come spiegato dal Direttore Unicef per Medio Oriente e Nord Africa, Geert Cappelaere, sono “fra i soggetti più vulnerabili. Hanno bisogno di cure e servizi specialistici, con bisogni diversi rispetto a quelli degli adulti. Senza accesso ai servizi sanitari, all’istruzione e a attrezzature come protesi e sedie a rotelle, questi bambini affrontano un rischio molto concreto di rimanere esclusi, abbandonati e stigmatizzati, mentre il conflitto continua inesorabilmente“. I bambini siriani, infatti, hanno bisogno di aiuti e la storia di Hanaa, di 8 anni, che ha perso le gambe ad Aleppo è la chiara dimostrazione delle atrocità della guerra.

Ero a casa quando sono stata colpita alla schiena in un bombardamento. – racconta la piccola Hanaa – Sono stata 10 giorni in ospedale e poi 3 mesi lontana da casa. Avevo paura di tornare ed ero triste di non poter più giocare con i miei fratelli. Mia madre mi ha portato a fare fisioterapia per 6 mesi, 3 volte a settimana. Pian piano mi sto rimettendo. Anche io da grande vorrei fare la fisioterapista. Per aiutare i bambini come me“.

bambina disabile siria

La piccola Hanaa di 8 anni ha perso le gambe dopo un bombardamento ad Aleppo Fonte: Unicef