I Vigili del Fuoco servono il Paese e i cittadini: in pochi e senza assicurazione

Gli ultimi sono i Vigili del Fuoco di Catania, Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico, morti mentre svolgevano il loro lavoro. Ma li troviamo anche nei luoghi delle emergenze: da quelli del sisma del 2016, fino a l’Aquila dai tempi del terremoto del 2009. I Vigili del Fuoco sono le persone che speriamo di vedere nelle situazione di crisi, quelli a cui chiediamo aiuto. Svolgono un lavoro rischioso, uno de più rischiosi in assoluto, e lo fanno senza assicurazione Inail e con lo stipendio più basso tra tutti i corpi di polizia.

Lo stipendio di un Vigile del Fuoco

Ci siamo messi in contatto con l’Unione Sindacale di Base per conoscere le condizioni di chi salva vite tutti i giorni. “Un vigile del Fuoco prende circa 1350 euro di stipendio medio“, ci spiega Costantino Saporito, del coordinamento nazionale USB. “Siamo il corpo meno pagato, riteniamo che i Vigili del Fuoco dovrebbero avere un riconoscimento economico vero”. Dopo il nuovo contratto firmato a febbraio 2018 “Gli aumenti sono vergognosi, si parla di 83,14 centesimi lordi. Le cifre sono molto molto basse e sconfortanti“, senza contare che al corpo non vengono ancora pagati gli straordinari.

Un lavoro fondamentale per la Nazione, i vigili lavorano 36 ore a settimana, almeno in teoria, divisi in turni: “Poi dipende, noi siamo il Paese delle catastrofi annunciate, iniziamo a lavorare il 1 di gennaio e finiamo il 31 di dicembre, quando ci sono realtà come quella di Ischia, Amatrice, Rigopiano, non si lavorano più 36 ore, ma si lavora di continuo fino a quando non finisce l’emergenza. E non si può dimenticare che noi siamo ancora nelle zone Aquilane.

Ci sono emergenze che non finiscono mai. A volte per le emergenze a cui partecipano, i vigili non vengono pagati“. Ma oltre la paga, la carenza di mezzi, che sono i più vecchi d’Europa, gli uomini del corpo devono anche fare i conti con la mancanza della copertura Inail.

Vigili del Fuoco

I Vigili del Fuoco a lavoro dopo il sisma in Centro Italia

Chi rischia la vita non ha la copertura Inail

I vigili del fuoco sono gli unici lavoratori ancora senza Inail, e sono ancora gli unici lavoratori a cui non è riconosciuta la categoria di lavoro usurante.

Siamo il corpo sempre amato quando succedono certe situazioni, ma non apprezzato a livello di contratto. Siamo stati penalizzati in tutto“. Appena 3 giorni fa due Vigili del Fuoco hanno perso la vita a Catania, due colleghi sono ricoverati in ospedale con gravi ustioni. “Per il caso dei due colleghi di Catania che sono deceduti l’Ona (Opera Nazionale di Assistenza per il personale ndr) garantisce solo per 3400 euro che sono le spese funerarie. Ma il problema ancora più grosso ce l’hanno i due colleghi ancora in ospedale che avranno bisogno del pagamento di tantissime cure mediche ma non riescono ad accedere con nulla“. La rabbia della categoria è ora più comprensibile che mai, nonostante servano il Paese tutti i giorni, in situazione difficili e precarie, per lo Stato valgono il costo del funerale. Senza contare poi, che “Un vigile del fuoco che si infortuna in servizio è soggetto al pagamento del ticket“, ci spiega ancora Saporito per cercare di far capire la situazione precaria che si trovano a vivere.

I Vigili del Fuoco servono il Paese e i cittadini: in pochi e senza assicurazione

I Vigili del Fuoco al lavoro dopo la valanga sull’Hotel Rigopiano

La carenza di personale e mezzi

Senza copertura, con uno stipendio basso, costretti a cercare di fare fronte a numerose emergenze a volte anche molto lontane. “Siamo un Vigile del Fuoco per oltre 16 mila abitanti, quando la media europea è un Vigile del Fuoco ogni 1000 abitanti“. Dalle loro parole, da quello che chiedono, si capisce anche quanto tengano al lavoro che fanno per i cittadini: “È impossibile che ci siano oltre 301 mila chilometri quadrati di territorio nazionale impossibilitati a ricevere una squadra dei vigili del fuoco entro 25 minuti“, ci spiega Saporito. I pochi Vigili che ci sono “servono il Paese” ogni giorno, a tutte le ore, per le emergenze di 62 milioni di cittadini. Molti di questi sono volontari. È un corpo vecchio, che arriva a 49 anni di media di età. “I Vigili del Fuoco sono così bravi che in due o tre riescono a fare dei miracoli, ma questa non può essere la soluzione“.