“I castelli, se non son forti, prima o poi cadono”. Queste sono alcune tra le ultime parole pronunciate da una fonte anonima ai microfoni de Le Iene: un giovane che racconterebbe di aver partecipato a dei festini, a base di orge e rapporti sessuali avvenuti nel senese e in zona Monteriggioni, di cui l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini aveva parlato a Le Iene durante un servizio sulla morte di David Rossi.

Secondo la fonte anonima, questi festini ci sarebbero stati eccome. E, anche se non è possibile sapere i nomi dei partecipanti, il giovane avrebbe riconosciuto in fotografia alcuni dei suoi ex clienti: magistrati, imprenditori, vertici della Diocesi e giornalisti.

Ha raccontato cosa succedeva durante questi festini, ed ha parlato dell’angoscia che non lo ha mai abbandonato: queste persone sono pericolose, “hanno il modo di poterlo essere”. David Rossi non ha mai partecipato a questi festini, ma veniva nominato, perché era un uomo importante. E la fonte de Le Iene non esclude che a quei festini ci fossero persone in grado di “scaraventarlo fuori dalla finestra”.

David sapeva dei festini?

La giovane fonte ha contattato Le Iene qualche tempo fa, spinto dall’appello pubblico che Carolina Orlandi, figliastra di David, fece in trasmissione: “Ho deciso di raccontarti questa storia quando ho visto il servizio su David rossi, quando ho visto la figlia mi pare di David fare un appello in televisione in cui diceva che lei si svegliava tutte le mattine e guardava sui social con la speranza di trovare qualcuno che le dicesse ci dobbiamo vedere ti devo parlare e da lì ho deciso che sia giusto raccontare questa cosa”, lo sentiamo spiegare alla Iena Antonino Monteleone.

pierluigi piccini siena

Il servizio de Le Iene in cui Pierluigi Piccini parlò per la prima volta di festini

Il ragazzo, per tutto il servizio, rimarrà sconvolto dalla paura: “Le cose che ho visto…le persone con cui sono stato magari possono farmi qualcosa, possono farmi del male, possono trovarmi”. Racconta di cene con “ persone più o meno conosciute ma comunque con ruoli importanti all’interno di società, di banche del mondo della televisione del giornalismo del cinema o dell’imprenditoria”. Persone che organizzavano cene che diventavano festini a base di sesso e orge alla Eyes Wide Shut.

Lui ha cominciato a 18 anni, ed ha fatto il cigolò per un bel po’ perché il guadagno economico era alto: “anche 10.000 euro a settimana, in due-tre giorni di incontri”. I clienti: padri di famiglia, uomini che si dichiaravano, in pubblico, eterosessuali e devoti al nido coniugale. In privato, invece: canne, cocaina e sesso con gli escort.

david rossi servizio

Volti coperti

Il momento più difficile del servizio è quello in cui alla fonte vengono mostrati (pixelati, per il telespettatore) i volti di alcune figure importanti sia nel Senese, che a livello nazionale. Lui li riconosce, uno ad uno: un magistrato, un uomo molto importante a livello di diocesi, vertici della banca del Montepaschi.

Guardando quei volti, il ragazzo crolla. È fuori dal giro ormai da tanti anni ma la paura che lo trovino, che capiscano chi è lui, è tantissimo. Riesce comunque a riconoscere i volti. Tra loro c’è anche un giornalista di Siena: lui se lo ricorda durante un furioso litigio con un altro cliente: “Aveva degli occhi…non da assassino ma quasi…”.

C’è la possibilità che gli incontri sessuali fossero videoregistratori, e da qui la paura di ricevere ricatti o minacce: “Io più di una volta ho avuto la sensazione che qualcuno registrasse, qualche giorno dopo uno dei ragazzi mi ha confermato che delle persone stavano discutendo perché vi erano state fatte delle registrazioni a degli incontri: poi quando io sono rientrato qualche cliente sapeva delle cose che erano state fatte all’interno di questi incontri ma non aveva partecipato. E io dubito fortemente che qualcuno di loro vada in giro a raccontare quello che fa o non fa in questi festini”.

Registrazioni e mail

David Rossi ha veramente qualcosa a che fare con tutto questo?

La fonte de Le Iene non lo esclude affatto: “Pensando alle persone che c’erano lì e comunque ai legami che avevano perché c’erano persone legate alle forze dell’ordine e non escludo che qualcuno possa averlo scaraventato fuori dalla finestra…

A difesa delle parole del giovane ci sarebbero delle mail: “Posso farvi vedere delle mail in cui mi veniva detto dell’incontro e venivano fatti da degli indirizzi di posta elettronica che venivano cambiati frequentemente…era sempre la stessa persona che mi scriveva”.

I nomi delle persone riconosciute non possono però essere resi noti, per ora. E manca, nel servizio, un commento di queste persone.

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Siena ha aperto due fascicoli a modello 45 per la morte di Rossi: non c’è ipotesi di reato, non ci sono indagati.

la famiglia continua a combattere: la figlia Carolina ha appena pubblicato il libro Se tu potessi vedermi ora, in cui racconta la storia dal suo punto di vista. La domanda che adesso molti si pongono, è drammatica è inquietante: c’era qualcuno, a quei festini, che avrebbe voluto la morte di David, o avrebbe potuto partecipare a un insabbiamento della stessa?