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Eppure l’ottava sezione del Tribunale di primo grado di Lussemburgo si era espressa in maniera chiara a tal punto da non mettere in dubbio l’eventualità che in futuro sarebbero potute cambiare le cose. Tema centrale: i pagamenti degli arretrati risalenti ad un lasso di tempo compreso tra il 2008 e il 2012 non pagati dalla Chiesa in termini di Ici sugli Immobili. Nel 2016 la pratica si chiuse per “impossibilità” di riscossione ma, a due anni di distanza, l’avvocato generale della Corte Europea torna ad esprimersi sull’argomento ed esige il pagamento.

Ici, L’avvocato generale della Corte Europea: la Chiesa deve restituire gli arretrati

Sicuramente non una bella notizia per le finanze ecclesiastiche che reputavano il caso pressoché archiviato ma che così non sembra essere.

Anzi, al contrario, sembra proprio che la sentenza emessa dal Tribunale nel 2016 potrebbe essere in tutto e per tutto ribaltata. Dietro la sbarra troviamo la Chiesa che sembra doversi ritenere chiamata quasi sicuramente a risarcire l’Ici che non versò e per “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative“. Proprio così infatti, l’ottava sezione del Tribunale di primo grado del Lussemburgo nel 2016  aveva constatato l’impossibilità dell’Italia di risalire, tramite banche – dati, alle misure economiche e non solo dei mancati pagamenti della Chiesa.

Si parla nello specifico di arretrati economici che risalgono ad un periodo compreso tra il 2008 ed il 2012, periodo in cui risulta evidente che diversi enti ecclesiastici non abbiano versato i dovuti contributi sugli immobili.

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Strigliata europea: la Chiesa dovrà risarcire i pagamenti per l’Ici mai versati tra il 2008 e il 2012 – Immagine di repertorio del Vaticano
Credits: Ansa

I database non possono essere una scusa

Secondo quanto confermato quest’oggi dall’avvocato generale della Corte Europea, Melchior Wathelet, il fatto che lo Stato Italiano sia impossibilitato, tramite database, a risalire alle giuste coordinate non giustifica i mancati pagamenti della Chiesa, richiamata all’ordine quest’oggi e invitata, nuovamente, a risarcire l’Ici mai versata.

A riportare il caso alla ribalta il ricorso la scuola Montessori e Pietro Ferracci, titolare di un bed&breakfast che ai tempi si rivoltarono contro l’indebita esenzione ecclesiastica. No si transige infatti sui mancati pagamenti, giudicati già nel 2016 illegittimi, figuranti come aiuti Statali indebiti.