Il medico americano che sente il dolore dei suoi pazienti attraverso la sinestesia

Joel Salinas, neurolgo della Harvard Medical School e dal Massachusetts General Hospital, è un medico molto speciale, infatti sente il dolore dei suoi pazienti grazie alla sinestesia

Il dottor Joel Salinas vive quella che si chiama “sinestesia del tocco a specchio”, attraverso la quale riesce a sentire fisicamente ciò che provano i malati. Ciò ovviamente gli permette di esercitare la sua professione con una sensibilità che va oltre l’empatia.

La sinestesia

Di questo fenomeno si sa ancora molto poco, ma sembra che sia abbastanza diffuso. È la capacità di percepire due eventi sensoriali diversi, ma contemporanei, in seguito ad una stimolazione che possa essere uditiva, tattile o olfattiva. La “sinestesia del tocco a specchio” è stata descritta per la prima volta nel 2005 nella letteratura medica e permette ad una persona di percepire delle sensazioni osservando e toccando un’altra persona. Secondo uno studio portato avanti dalla Goldsmith University di Londra, questo fenomeno riguarda l’1,6% della popolazione mondiale.


Il medico americano che sente il dolore dei suoi pazienti attraverso la sinestesia

Foto di Fidelity house



L’infanzia di Joel

Il medico americano, divenuto oggi famoso per la sua inusuale caratteristica, ha vissuto un’infanzia difficile, infatti da bambino chiedeva alla mamma perchè non piacesse a nessuno. Uno dei suoi problemi era ovviamente l’abbraccio.

“L’abbraccio era per me un’esperienza molto intensa, mi faceva sentire al caldo e al sicuro ed era di un’argentea sfumatura di blu, proprio come il numero quattro”. Questi i ricordi di Joel Salinas tratti dal suo libro Mirror Touch pubblicato nel 2017.

La decisione di diventare medico

Durante l’adolescenza Joel capì che poteva fare del bene anche agli altri e decise di diventare medico. Sicuramente è un lavoro molto impegnativo, che fa stare bene gli altri, ma non lui. Durante un’operazione chirurgica sentì il bisturi incidere la propria pelle, mentre i chirurghi operavano un ragazzo. La situazione più problematica si presentò, però, quando si trovò davanti ad un paziente in arresto cardiaco:

“Mentre gli praticavano il messaggio cardiaco sentivo il linoleum contro la mia schiena e la pressione sul torace e quando lo intubarono ebbi la sensazione che il tubo del respiratore raschiasse la parte posteriore della mia gola”.

Dopo 30 minuti di rianimazione il paziente fu dichiarato morto e il giovane medico sentì una sensazione di assenza di sensazioni fisiche e dovette correre in bagno a vomitare.

Joel si rese conto immediatamente che la carriera da medico sarebbe stata difficile, ma non si è mai dato per vinto, infatti, oggi attraverso questo “dono” è in grado di capire il dolore delle persone e curarle.