Salvini-Di Maio, c'è l'intesa su Def e presidente Commissione: "Camere operative subito"

Salvini e Di Maio all'indomani del secondo giro di consultazioni sarebbero arrivati ad un accordo, come comunicato in una nota congiunta

Habemus intesa: Matteo Salvini e Luigi Di Maio in una nota congiunta hanno confermato di aver raggiunto un accordo. I due leader hanno appianato le controversie con una telefonata, a ridosso del secondo giro di consultazioni che cominceranno domani. L’obiettivo è di rendere operativo il prima possibile il Parlamento e si comincia con la presidenza della Commissione speciale della Camera. Un accordo che potrebbe preannunciare un’intesa di governo ma che lascia aperti molti interrogativi.

Salvini e Di Maio raggiungono un accordo

Una telefonata (forse più di una) e c’è stata l’intesa. Almeno sul nome che verrà votato domani per la presidenza della Commissione speciale alla Camera, quello di  Nicola Molteni, leghista, vicino al braccio destro di Salvini, Giancarlo Giorgetti. Altro banco di prova cruciale, l’intesa potrebbe portare a casa anche l’approvazione del Def, il Documento di Economia e Finanza, che avrebbe dovuto essere approvato ieri e che potrebbe costare milioni alle finanze italiane.


Di Maio al Quirinale. Foto: Alessandro Bianchi/ReutersDi Maio al Quirinale. Foto: Alessandro Bianchi/Reuters


Rimane comunque difficile una maggiore convergenza sulla formazione del governo per via dei continui veti incrociati. Salvini avrebbe addirittura prospettato l’ipotesi di un governo di minoranza di centrodestra se i 5 Stelle non giungeranno a più miti consigli. “Governo di cambiamento” tuona invece il pentastellato Danilo Toninelli, capogruppo al Senato, il quale continuerebbe a sperare nel PD.

La reazione del PD e il silenzio di Berlusconi

Non è chiaro che ruolo abbia avuto in questo accordo Silvio Berlusconi. Domani, come già annunciato, la delegazione del centrodestra salirà al Quirinale insieme, con Salvini in testa. I cinquestelle avevano rigettato una possibile alleanza con la forza politica al cui vertice ci fosse ancora l’ex Cav. Il quale però non sembrava disposto a fare un passo indietro, né Salvini sembra disponibile a nasconderlo nell’armadio.

silvio berlusconiSilvio Berlusconi


Maurizio Martina, segretario reggente del Partito Democratico, ha invece commentato lapidario: “Salvini e Di Maio comunicano su carta intestata comune Lega e 5 Stelle l’accordo spartitorio dell’ennesima poltrona: quella della presidenza della Commissione speciale alla Camera, dopo aver già fatto la stessa cosa al Senato. Tutto questo mentre il Paese rimane appeso ai loro litigi sulle prospettive di governo“.