Consultazioni, secondo giro: la parole dei principali esponenti di Pd, centro-destra e M5Stelle

Nessuna decisione ufficiale dopo il secondo giro di consultazioni. Fa scalpore l'uscita fuori programma di Silvio Berlusconi: "Distinguere chi è democratico e chi non conosce l'abc"

Il secondo giro di consultazioni si svolge con il fantasma della crisi siriana, un tema trattato dai principali partiti durante le varie conferenze. Nel pomeriggio si sono recati da Sergio Mattarella le principali forze politiche: il Partito Democratico, la coalizione di centrodestra unito e il Movimento 5 Stelle.

Il Partito Democratico: “Chi ha prevalso il 4 marzo la smetta con i tira e molla

Il primo partito che è salito al Colle è stato il PD, con la delegazione composta dal segretario reggente Maurizio Martina, Matteo Orfini e i capigruppo Graziano Delrio ed Andrea Marcucci. Alla fine dell’incontro Martina ha ribadito la necessità di affrontare la questione economica e sociale italiana. Al centro delle preoccupazioni del partito anche la questione migratoria e il tema migratorio, nell’ottica della “necessità di una svolta europea“. Il segretario reggente ha toccato la crisi che si sta consumando in queste ore in Siria e ha duramente commentato l’apertura di alcune forze politiche, nello specifico della Lega alla Russia di Putin.



Non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per la crisi siriana e per certe reazioni a quella vicenda molto delicata che alcune forze politiche che hanno prevalso il 4 marzo hanno espresso in queste ore“, ha dichiarato Martina. Il democratico accusa Salvini di voler ribaltare il tavolo delle alleanze a cui storicamente l’Italia si riferisce. Martina inoltre invita ad essere chiari su quale tipo di politica estere si vuole portare avanti.

La delegazione ha inoltre invitato Movimento 5 Stelle e Lega a smetterla “con i tira e molla. Il Paese, è il messaggio, ha bisogno di scelte chiare, non di “balletti di polemiche pubbliche“. Dal canto suo il PD ha dichiarato che continuerà ad avere “un ruolo di minoranza in Parlamento“. I dem rimangono a disposizione del Presidente della Repubblica in caso dovesse naufragare un’intesa tra pentastellati e Lega, staccandosi dunque dall’opposizione senza dialogo che auspicava Matteo Renzi.

Il centrodestra unito fa naufragare le speranze del Movimento

Sicuramente queste consultazioni sono state una vittoria di Berlusconi, che è tornato letteralmente al centro della scena. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono presentati al Colle uniti: ad aprire e chiudere la conferenza stampa è stato l’ex Cavaliere che ha introdotto la lettura di una nota congiunta di Salvini. Il quale rimane nominalmente il capo della coalizione e il suo partito esprimerà il capo di governo in caso ricevano l’incarico da Mattarella.



Abbiamo trovato una condivisione invidiabile e invidiata dalle altre forze politiche“, ha dichiarato il segretario del Carroccio. Punto di forza è di essersi presentati dal capo dello Stato esprimendo “in modo ancora più forte l’unità di intenti e di programma della coalizione che ha vinto le elezioni. Abbiamo grande fiducia nella grande saggezza e nell’equilibrio istituzionale del presidente della Repubblica, al quale abbiamo proposta l’urgenza di una serie di provvedimenti che gli italiani aspettano e il centrodestra aveva posto con forza in campagna elettorale“. Una campagna elettorale che sembra non sia ancora finita per Salvini.

Il leader leghista ha infine ribadito la posizione della coalizione sul tema Siria: “Siamo fermamente contrari a qualsiasi azione unilaterale“. Salvini richiama lo spirito di riavvicinamento tra Usa e Russia che avvenne a Pratica di Mare, dove avvenne il vertice NATO del 2002, in cui si aprì a Putin.

Si è inoltre accennato ad una figura terza che potrebbe essere chiamata a ricevere l’incarico, indicato dalla Lega. Il più papabile è al momento il braccio destro di Salvini, Giancarlo Giorgetti. Le dichiarazioni della coalizione segnano la definitiva rottura con l’idea di un governo Lega-Movimento 5 Stelle. Uscito dal Quirinale, Salvini ha però escluso anche l’ipotesi di un governo con il Partito Democratico, prospettando un ritorno alle urne: “O si dialoga (riferendosi al M5S, nda) o si va al voto“.

Nessuna tregua nel braccio di ferro tra Di Maio e Berlusconi

A chiudere la serie di dichiarazioni, i rappresentanti dei pentastellati: Luigi Di Maio ai microfoni, accompagnato dai fidati Danilo Toninelli e Giulia Grillo. Come primo punto, il leader del Movimento 5 stelle tocca il tema internazionale caldo di queste ore, ovvero la crisi siriana, esprimendo la sua preoccupazione e chiedendo chiarezza sull’attacco di Douma. “Vogliamo restare a fianco dei nostri alleati e consigliarli in ottica di pace” dichiara Di Maio, condannando in modo assoluto l’uso delle armi chimiche e ribadendo la volontà di percorrere la strada della diplomazia.



La proposta del leader pentastellato è e rimane un governo sul modello tedesco che metta al centro i problemi degli italiani, ostacolato, a suo parere, dal bastone implacabile di Silvio Berlusconi. Non viene risparmiata la frecciata ad alcuni esponenti del Pd che “non possono sentirsi esenti dal fornire un governo all’Italia“, definiti “fermi su posizioni che non aiutano“. Per quanto riguarda la Lega, invece, Di Maio sottolinea la “sinergia istituzionale” con il Carroccio con un Salvini che però propone uno schema di centro-destra che va contro al governo del cambiamento promosso dai pentastellati.

Di Maio ribatte con stizza all’inaspettata frustata data da Silvio Berlusconi alla fine del discorso della coalizione del centro-destra. “Una battutaccia” a detta di Di Maio. L’attacco dell’ex Cavaliere è infatti durissimo ed esplicito: “Mi raccomando fate i bravi e distinguete tra chi è un vero democratico e chi invece non ha nemmeno l’abc della democrazia“. A queste parole, il Movimento 5 stelle risponde chiedendo a Berlusconi di “fare un passo di lato“.



La Lega si dissocia dalle parole di Berlusconi

A pochissimo dalla boutade imprevista di Silvio Berlusconi, la reazione dei rappresentanti della Lega Nord. “I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo col M5S“. Così si esprime Gian Marco Centinaio, dissociando il del pensiero Carroccio dalla posizione dell’esponente di Forza Italia. “Non rispecchiano la posizione della Lega, né del centrodestra“. Mentre Giorgetti commenta: “La battutaccia di Berlusconi? Penso che sia stata poco felice e inopportuna ed abbia dato l’occasione a Di Maio per respingere l’offerta del centrodestra“.