Marisa Laurito

Marisa Laurito, 67 anni tra pochi giorni, ha raccontato la sua vita tra amori e amicizie. Seppure con un padre autoritario, che lavorava alle Ferrovie, sapeva fin da bambina che avrebbe recitato e così è stato: “La mia fortuna è stata quella di compiere 21 anni esattamente il giorno in cui Eduardo mi ha offerto di entrare nella sua compagnia”.Da Eduardo De Filippo, con il quale ha lavorato per anni, fino al cinema commerciale degli anni ’80 e tantissima televisione con Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, Marisa si racconta in un’intervista rilasciata  al Fatto Quotidiano, parlando di affetti, amore e cibo, leit motiv della sua vita.

Il corteggiamento di Luciano De Crescenzo

Marisa Laurito racconta di essere stata corteggiata da Luciano De Crescenzo, grande scrittore e regista napoletano. Nonostante fosse un uomo affascinante e di grande cultura non ha mai ceduto alle  sue avances.“La prima volta l’ho incontrato da Manfredi“, racconta Marisa Laurito sulle pagine del Fatto Quotidiano. “Entro in casa e lui era davanti alla vetrata, vestito di blu, bellissimo; bello in modo esagerato. Corteggiava tutte le donne, compresa me mentre Arbore mai. Con De Crescenzo? Ci ha provato e per fortuna non ho ceduto. Non so il motivo della mia ritrosia.

 Troppo sciupafemmine, le donne erano in fila per lui, ma almeno è nata un’amicizia straordinaria: Luciano e Renzo sono come la mia famiglia, dei punti fermi. In particolare Luciano non mi ha mai abbandonata, sempre al mio fianco e in ogni situazione. De Crescenzo è un genio e non l’hanno capito: lui ha portato la cultura alla massa, esattamente l’opposto di quanto realizzato dal Partito comunista. I suoi libri sono tradotti in 42 lingue, in Grecia i testi sono materia di studio nelle scuole”.

Marisa Laurito con Luciano De Crescenzo in una foto pubblicata da Dagospia.

La comune a Roma

L’attrice napoletana, negli anni in cui cercava il successo viveva in una comune a Roma con tanti altri attori, da Sergio Castellitto a Roberto Benigni.

Ecco alcuni aneddoti di quel periodo, dove la Laurito preparava torte per guadagnare qualcosa.

“Sergio aveva il posto fisso all’ Atac, quindi uno stipendio reale, rispetto a noi un lusso; e poi possedeva una macchina scassata, con la quale mi veniva a prendere, andavamo al cinema; mi riaccompagnava e alla fine sognava: “Voglio diventare come Al Pacino”. E io: buonanotte. Non avevamo una lira! Mi inventavo di tutto pur di pagare l’affitto, per un periodo la cucina è diventata una pasticceria: preparavo torte che poi vendevamo; o prendevo la chitarra e cantavo per i ristoranti di via Veneto. Casa era aperta a tutti, specialmente ad attori come noi in difficoltà economica; c’era gente che dormiva nella vasca da bagno. Spesso passava Massimo Ranieri, ma lui era già famoso. Vivevamo in una strada particolare, un condensato di “ciak”, speranze e certezze acquisite: oltre a noi c’ erano Eleonora Giorgi, Marco Bellocchio, lo stesso Corbucci. Chi frequentava casa? Chiunque, ricordo Benigni, in quel periodo in teatro con il suo Mario Cioni; ero pazza di lui. Insieme abbiamo ridipinto le pareti di nero”.

Marisa Laurito durante un'intervista

Marisa Laurito durante un’intervista rilasciata a Senzatomica. Fonte: Youtube

Il rapporto con suo padre

Molto interessante è la storia del suo finto matrimonio con un uomo con il quale conviveva che Marisa ha raccontato al Fatto Quotidiano. Il padre, che come abbiamo accennato precedentemente era un uomo rigido, non riusciva a giustificare la condizione della figlia. Per questo motivo Marisa Laurito decise di organizzare un finto matrimonio, con l’aiuto di sua madre e di suo fratello.

“Convivevo con un uomo e papà non sopportava questa situazione. Complice mia madre e mio fratello ho deciso di simulare un matrimonio senza dire la verità a nessuno. Quindi amici. Regali. Parenti. Casa con i fiori. Al momento di andare in chiesa mamma ha finto un malore ed è svenuta, e io: “Se in chiesa non viene lei, non voglio nessuno”. Con il mio compagno siamo usciti, abbiamo atteso un po’, ci siamo infilati due anelli e siamo rientrati. Applausi e brindisi. Mio padre è morto senza sapere la verità.”