Marisa Amato, il figlio: "La lesione le impedisce anche di fare carezze ai nipotini"

Marisa Amato e il marito per puro caso si trovavano sotto i portici di Piazza San Carlo quando la folla cominciò a scappare. Lei rimase paralizzata e da quel 3 giugno la famiglia si prende cura di lei. Le parole del figlio dopo l'arresto degli 8 responsabili

Mancano poco meno di due mesi, poi sarà passato un anno dalla terribile notte di Piazza San Carlo a Torino: era il 3 giugno quando tra la folla gremita attorno al maxischermo per vedere la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid cominciò a seminarsi il panico. Alla fine di quella nottata di vero orrore, si conteggiarono una vittima e ben 1527 feriti: tra di loro anche i coniugi Vincenzo D’Ingeo e Marisa Amato che in quella sera hanno visto la propria vita cambiare forse irrimediabilmente. Ora, dopo l’arresto degli 8 ragazzi accusati di aver scatenato il caos, la famiglia D’Ingeo ha voluto parlare, parlando di un incubo nato per una ragazzata da cui ancora non si sono svegliati.

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Piazza San Carlo: la sfortuna dei coniugi D’Ingeo

E pensare che i due coniugi D’Ingeo in Piazza San Carlo si trovavano per puro caso: la coppia stava passeggiando ai lati della Piazza, sotto i portici, con l’enorme sfortuna di trovarsi lì proprio quando la folla cominciò a scappare impaurita. La signora Marisa venne schiacciata dalla ressa e per i traumi subiti non riuscirà più a muoversi autonomamente. Il marito, invece, ha subito una tracheotomia e due interventi ai polmoni dopo esser stato travolto. Da quella sera la loro vita non è mai più stata la stessa.

marisa amatoArresti Piazza San Carlo, il figlio della donna rimasta paralizzata: “Li hanno presi? Sono contento”


Il figlio parla dopo l’arresto dei ragazzini che causarono il panico

I figli della coppia, dopo l’arresto degli 8 ragazzi che avrebbero di fatto dato inizio al caos spruzzando degli spray urticanti sugli spettatori della partita, solo per il gusto di rubare alcuni dei loro effetti personali, hanno deciso di dire la loro a La Stampa: “Li hanno presi? Davvero? Sono contento, ma i nostri occhi, tutte le nostre energie, la nostra vita, è proiettata sull’aiutare mia madre“, spiega Danilo D’Ingeo, che racconta il dramma della madre che per la bravata di 8 ragazzini ora ha perso tutta la sua autonomia e con essa la vita come la conosceva. Oggi, per quella terribile lesione, Marisa Amato non può nemmeno dare una carezza ai nipotini. “Sapesse quante volte me lo ha detto: ‘Vorrei tanto abbracciarli’“, confessa il figlio.

Forse il motivo che ha scatenato il panico della folla in Piazza San Carlo è stato un tenativo di rapina con lo spray al peperoncinoPiazza San Carlo si presentava così dopo la fuga in preda al panico della folla. Foto: Corriere


A volte mia sorella racconta a mia madre che è successo questo, che è successo quello, di ciò che dicono i nostri avvocati, ma lei non guarda la televisione da quel giorno di giugno. Sono dieci mesi. Non vuole sapere nulla, non vuole vedere nulla“, spiega ancora Danilo.