Omicidio Lidia Macchi: ergastolo per Stefano Binda

Lidia Macchi è stata uccisa con 29 coltellate nel gennaio del 1987, ora a 31 anni da quel giorno i giudici della Corte d’assise di Varese hanno condannato all’ergastolo Stefano Binda, finito al centro delle indagini nel 2014.

La condanna a Binda

Stefano Binda è stato condannato all’ergastolo nelle scorse ore per l’omicidio di Lidia Macchi, prima violentata e poi uccisa con 29 coltellate nel gennaio del 1987 in un bosco a Cittiglio, nel Varesotto. Binda è stato anche condannato a pagare una provvisionale di 200mila euro nei confronti di Paola Bettoni, madre di Lidia Macchi, e di 80mila euro a Stefania e Alberto Macchi, la sorella e il fratello.

La sentenza è stata commentata dal sostituto procuratore generale Gemma Gualdi questo è “un giorno di sollievo, perché finalmente è stata stabilita una verità processuale che corrisponde a quella storica“. E ancora: “Oggi è un giorno di dolore per tutti per i familiari della vittima e anche per il colpevole, ma è un affermazione dello Stato e di tutte le persone che hanno voluto la verità“.

Anche la mamma di Lidia Macchi ha avuto la forza di commentare la sentenza: “Da una parte sono contenta, dall’altra penso a una mamma che si trova con un figlio in una situazione così, io ho perso mia figlia ma anche lei“.

E ancora: “Lidia non meritava un morte così“.

La lettera che inguaiò Binda

la lettera pervenuta alla famiglia Macchi: una poesia dedicata alla morte di Lidia

La lettera pervenuta alla famiglia Macchi: una poesia dedicata alla morte di Lidia

Nel 2014, dopo anni di gelo e senza progressi, un’amica di Lidia Macchi riconobbe in una lettera-confessione ‘In morte di un’amica’ ricevuta dalla famiglia, la calligrafia di Stefano Binda. La lettera conteneva la descrizione della scena del delitto e una perizia grafologica diede una svolta alle indagini. Binda era amico della studentessa, ai tempi già dipendente dall’eroina, e secondo l’impianto accusatorio avrebbe violentato e ucciso la ragazze perché “si era concessa ma non avrebbe dovuto farlo per via del suo credo religioso“.

Binda viene arrestato due anni dopo, nel gennaio del 2016. Qualche mese fa un uomo si era fatto avanti dicendo di essere lui l’autore della lettera, ma per il momento fa fede la perizia.