Lele Mora racconta di Silvio Berlusconi e del bunga bunga

Intervistato da Vanity Fair, Lele Mora ha espresso la sua opinione sul film di Paolo Sorrentino, Loro 1, che parla dei frequentatori delle feste di Arcore, villa di Silvio Berlusconi, e di tutto il sottomondo vicino all’ex premier. Lele Mora ha parlato a lungo del carcere e del rapporto di collaborazione che l’ha legato a Berlusconi per 30 anni, raccontando anche come si sono conosciuti.

Il commento su “Loro 1”

Il film di Paolo Sorrentino ha suscitato un dibattito controverso tra i critici cinematografici italiani: c’è chi l’ha molto apprezzato, chi invece non ha affatto gradito la chiave di lettura attraverso la quale il regista racconta il mondo del “bunga bunga“.

Lele Mora si colloca decisamente in questa seconda categoria. Infatti, interpellato sul film, ha detto senza mezzi termini: “Mostrava solo cocaina e trombate. Ma io, ad Arcore, non ho mai visto polvere bianca e volgarità“.

Silvio Berlusconi e Lele Mora

Silvio Berlusconi. Foto: Sky Tg 24

Alla richiesta del giornalista su cosa allora avesse visto nelle feste di Arcore, Lele Mora ha risposto: “Un bel circo, con nani, cantanti e ballerine“. Sul perchè Silvio Berlusconi avesse bisogno di questo circo, Lele Mora ha spiegato: “Vede, il Presidente è come un re.

E come tutti i re, sa che alla fine si ritroverà solo. Per questo amava circondarsi di persone. Alla fine di una giornata intera con tutti quei politici pesanti e falsi, voleva scherzare e magari fare ‘sto benedetto bunga bunga, dove si ballava. Era folklore, che nel film non emerge“.

Mentre sul personaggio di Veronica Lario Lele Mora ha espresso il suo apprezzamento, riguardo al proprio personaggio, per il quale rivela di essere stato anche invitato a un casting perchè, evidentemente, il regista voleva che fosse lui a interpretare se stesso, ha svelato di essere rimasto deluso, perchè dipinto come colui che portava le prostitute ad Arcore: “Io non portavo escort, quelle magari le portava Gianpaolo Tarantini“, aggiungendo di aver invece invitato alle feste: “Artiste, donne di rispetto, come Belén, Aida Yespica.

Venivano per la curiosità, cenavano e non restavano certo a dormire“.

Lele Mora ha criticato il film Loro 1 di paolo Sorrentino

Foto dal set di “Loro 1” del regista Paolo Sorrentino

Quindi, nonostante sia stato condannato per favoreggiamento della prostituzione proprio per le feste di Arcore, nega con fermezza di essere stato coinvolto in questo tipo di attività illegale.

L’incontro con Silvio Berlusconi

Lele Mora ha raccontato che il primo incontro con Silvio Berlusconi avvenne nel lontano 1985: “Mi telefonò personalmente: voleva che gli portassi Maradona a un programma di Canale 5“. L’ex talent scout riuscì nell’impresa: “Avevo già il mio giro e conoscevo anche lui. Il giorno dopo l’ospitata, fui invitato a colazione ad Arcore. E lì il Presidente mi fece l’offerta: ‘Vuole lavorare per me?‘. Risposi di no: ‘A me piace essere libero. Al massimo possiamo collaborare‘. Rimase sorpreso, ma affascinato. ‘Mi piace’.

Fu l’inizio di una collaborazione quasi trentennale“. Purtroppo, Lele Mora ha rivelato che dopo lo scoppio dello scandalo “Ruby Gate“, non ha più sentito l’ex premier, ma ha ancora un consiglio da dargli: vendere tutto e viaggiare.

Lele Mora racconta le feste di Arcore

Karima El Mahrough, detta “Ruby Rubacuori”, una delle protagoniste delle feste di Arcore

Lele Mora: il carcere e il rapporto con i familiari

Dopo la reclusione in carcere, Lele Mora ha confessato di aver sofferto l’abbandono delle persone che fino ad allora aveva considerato amici. L’ex talent scout ha anche raccontato di quanto sia stato difficile per lui quel periodo: “Io sono stato messo in isolamento, forse per tutelarmi dagli altri detenuti. Sono rinato quando l’ispettore mi ha lasciato fare un orto. Curavo la terra. Pensavo ai miei cari che soffrivano. Mia figlia si era ammalata.

Mia madre, donna di grande carisma dal cui lutto non mi sono ancora ripreso, staccò l’antenna del televisore nella stanza di mio padre. Non voleva che lui mi vedesse al telegiornale. Forse per fortuna, era malato di Alzheimer. Al telefono, ogni venerdì, gli dicevo che ero via, in tour con un artista”. Ma il padre intuiva tutto e, infatti, Lele Mora ha spiegato che, proprio prima che morisse, suo padre gli disse che non era stato sincero con lui e che aveva capito che era stato in carcere.