Rebecca non ce l'ha fatta, il padre: "Ora gioca nel Campionato dei Cieli"

I medici hanno avviato le procedure per stabilire la morte di Rebecca, la giovane rugbista di Reggio Emilia che domenica scorsa ha battuto la testa durante un match. La giovane aveva solo di 18 anni

Purtroppo non ce l’ha fatta Rebecca Braglia, la giovane rugbista di 18 anni che la scorsa domenica, durante una partita della sua Amatori Parma a Ravenna, ha sbattuto la testa in uno scontro di gioco. Trasportata al vicino ospedale Bufalini di Cesena, le sue condizioni erano da subito apparse molto gravi: la notizia del decesso arriva dalla pagina Facebook di un amico del padre della giovane, che in questi giorni si era speso per chiedere che si pregasse affinché la sua ragazza si riprendesse.

Il messaggio di cordoglio per Rebecca

Apprendo con immenso dolore della scomparsa di Rebecca, la giovane figlia dell’amico Giuliano Braglia. Mi stringo a lui e tutta la sua famiglia“, si legge sulla pagina di Marco Eboli, ex consigliere comunale di Reggio Emilia, città in cui la giovane rugbista sfortunata protagonista di questa vicenda viveva. Rebecca giocava a rugby nella Amatori Parma e con le sue compagne, la scorsa domenica 29 aprile, si trovava a Ravenna per un match di Coppa Italia.


rebecca braglia

Uno scontro durante il gioco, la botta alla testa, la corsa in ospedale a Cesena. Le condizioni della giovane erano da subito apparse disperate, tanto che il padre, negli scorsi giorni aveva chiesto ad amici e conoscenti di spendere un pensiero, una preghiera affinché Rebecca si potesse riprendere. “Oramai la Medicina ha esaurito le munizioni, la Fede no. Pregate per Rebecca“, si legge ancora sulla sua bacheca di Facebook.

Avviato protocollo per constatare il decesso

Le preghiere, purtroppo, non hanno sortito l’effetto sperato: la giovane rugbista reggiana non si è ripresa e l’ospedale Bufalini di Cesena ha perciò dato il via al protocollo che sancirà la morte della ragazza. Dopo l’osservazione delle condizioni di Rebecca nella mattinata, i medici dovranno soltanto constatarne il decesso.

rebecca braglia

Una botta letale, quella alla testa subita dalla giovane, che però è stata frutto di un normale placcaggio a cui nel rugby si è abituati: un contrasto tanto normale che l’arbitro non ha notato nulla di strano e ha consentito alle giocatrici di continuare l’azione arrivando in meta. Ad azione conclusa, però, si è girato verso Rebecca Braglia e ha visto che il medico era già in campo per soccorrerla.



Il padre Giuliano, per salutare la figlia, ha scritto un nuovo post sui social: “Rebecca era una rugbista e ringrazia tutti i rugbisti, ora gioca nel Campionato dei Cieli, voi dovete continuare quello terreno“.