Rebecca, morta dopo uno scontro sul campo da gioco: donati gli organi

Uno scontro sul campo, una vita spezzata. Rebecca Braglia ha lottato per ore, ma ieri ha dovuto cedere. Un ultimo regalo però l'ha fatto

La storia di Rebecca Braglia è di quella veramente difficili da accettare. Una vita all’inizio, una passione per lo sport interrotta improvvisamente su un campo da rugby, dopo aver battuto la testa. La famiglia ha scelto la donazione degli organi perché così “Sarebbe stata la sua volontà“.

La donazione degli organi

Sarebbe stata la sua volontà. Io, mia moglie e mio figlio abbiamo dato il consenso per l’espianto degli organi che avverrà stasera o stanotte“, ha raccontato ieri il padre di Rebecca, Giuliano Braglia, a Il Resto del Carlino. E così è stato: questa notte gli organi di Rebecca sono stati prelevati e sono partiti per salvare la vita di chi li aspetta da tempo. Rebecca ce l’aveva messa tutta. “Non ci sono colpe particolari e tutto è avvenuto nell’ambito di un normale scontro di gioco. Da Ravenna l’hanno portata domenica pomeriggio all’ospedale Bufalini con l’eliambulanza, l’hanno sottoposta a due ore di intervento chirurgico. I medici l’hanno operata solo perché aveva 18 anni e tanto era grave la lesione“, ha raccontato il padre chiarendo che quello che è successo in quel campo, accade in molti campi da gioco.


 Rebecca BragliaRebecca Braglia


La morte

Il padre ha annunciato la morte della giovane ieri tramite il suo profilo Facebook da cui aveva tenuto tutti aggiornati in quelle ore difficili in ospedale.



Il padre, con delle dolcissime parole, descrive la sua bambina: “Rebecca era una ragazza molto socievole e molto conosciuta a Reggio e a Parma, era al centro di molte compagnie e diversi gruppi giovanili. Frequentava la parrocchia dei santi Filippo e Giacomo a Reggio ed era fidanzata con un coetaneo reggiano. Era una ragazza vivace, intelligente e con una forte predisposizione artistica“. Una storia che ha colpito l’intero Paese e non solo il mondo dello sport.