Galline sfruttate e maltrattate: da oggi è possibile adottarle

Milioni e milioni di galline vengono, in tutto il mondo, sfruttate e mandate al macello dopo soli 18 mesi di vita. Nel Regno Unito è nato un progetto che punta al benessere animale e mira a salvare le galline

L’allevamento delle galline ovaiole in “batteria” è illegale da ben 12 anni in Europa. Tanti paesi però, tra cui l’Italia, continuano imperterriti ad usare questo metodo, limitativo per la vita delle galline. Nel Regno Unito a tal proposito è invece nato un nuovo progetto per salvare questi animali: si tratta di un processo di rehoming (“riaccasamento”) che permette l’adozione a costo zero. Un esempio da cui tutti dovremmo prendere spunto.

Vietato l’allevamento in batteria delle galline

Il 1° gennaio del 2012 è entrato in vigore in tutta Europa il divieto di allevare le galline ovaiole nelle “batterie”, ovvero piccolissime gabbie grandi circa come un foglio A4. Stando alla normativa, in sostituzione alle batterie è consentito usare metodi alternativi come l’utilizzo delle cosiddette gabbie “arricchite”: nella pratica, gabbie con soltanto il 20% in più di spazio rispetto a quelle tradizionali.


Sebbene siano passati ben 12 anni dall’emanazione del divieto, ancora 11 paesi su 27 devono conformarsi. In Italia, paese tra i fuorilegge, il divieto riguarderebbe migliaia di allevamenti nazionali, ancora legati alluso delle batterie.

Galline in batteria

In foto: galline dentro le batterie



Il Regno Unito e il suo progetto di adozione

Il problema delle galline in batteria, mandate al macello dopo pochi mesi di vita perché incapaci di deporre le uova, a causa delle condizioni in cui vivono, è stato preso in mano dal Regno Unito. Qui sono nati alcuni siti web, come quello del British Hen Welfare Trust, attraverso cui è possibile prendere in adozione gratuitamente una gallina proveniente dagli allevamenti intensivi, salvandola dalle sue condizioni e ottenendo delle fantastiche uova a km 0. Fino ad adesso, il British Hen Welfare Trust ha già permesso l’adozione di circa 630mila galline.

Galline in gabbia



Anche in Italia, in cui pressappoco l’80% della produzione di uova proviene da galline in gabbia, bisognerebbe replicare con un progetto simile al rehoming inglese. Fin tanto che questo non sarà possibile, chi ha a cuore la salute delle galline da allevamento può iniziare a consumare solo uova provenienti da agricoltura biologica (marchiate col codice 0) o da allevamento all’aperto (codice 1).