bitcoin islanda

Viene già definita come la “più grande rapina” mai avvenuta in Islanda. Dietro alla realizzazione di questo furto, ci sarebbe un’organizzazione criminale molto strutturata, anche se l’unico sospettato è un 31enne di nome Sindri Stefansson.

Cosa sono i bitcoin

I bitcoin sono un sistema di pagamento mondiale, creato da un personaggio conosciuto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto nel 2008. I bitcoin sono strisce di codice crittografate elaborate da un software che si può scaricare su un computer o su uno smartphone che rappresenta il portafoglio virtuale. Una volta ottenuto il “wallet” si possono comprare o generare euro. La generazione avviene  attraverso calcoli complessi che possono essere eseguiti solo da un gruppo esteso di computer connessi tra di loro.

Il furto dei computer

Il furto ha riguardato i computer usati per “estrarre” bitcoin, sistemati in apposti luoghi isolati, dentro ai quali avveniva la “gara” quotidiana tra programmatori per risolvere gli eventuali problemi crittografici. Questo sistema permetteva di ricevere in cambio un certo numero di bitcoin. L’Islanda, in questi anni, è divenuto una meta ideale per questa tipologia di attività dato il clima freddo e le abbondanti risorse di energia, che permettono di far raffreddare velocemente i computer.

bitcoin

Rappresentazione dei bitcoin. Foto: Chesnot/Getty Images

 

Stefansson dietro alla rapina

L’unico sospettato del furto c’è un 31enne di nome Sindri Stefansson. Inizialmente si pensava che lui fosse la “mente” dietro al colpo, anche se non c’erano indizi certi. Infatti il ragazzo è stato in passato arrestato solo per piccoli furterelli. Si pensa che, dopo il colpo, Stefansson è stato arrestato dalla polizia e messo in carcere cosiddetto “aperto”, con bassi livelli di sicurezza. Da qui ha prenotato un volo per Stoccolma con un nome falso, prima di evadere. Infatti, in Islanda gli arrestati hanno la possibilità di utilizzare il telefonino. Successivamente, Stefansson si è imbarcato a bordo dell’aereo sul quale si dice viaggiasse anche la prima ministra del paese Katrín Jakobsdóttir. Stefansson è arrivato prima in Germania, passando per la Danimarca, ed è infine giunto ad Amsterdam. Solo poche ore dopo, è stato arrestato dalla polizia locale che aveva ricevuto una segnalazione.

carcere islanda

Una cella nel penitenziario Kviabryggja. Foto: Vísir/Pjetur

Le carceri in Islanda

Nel Paese, in cui si segnala il più basso indice di popolazione carceraria al mondo, si contano solo 42 detenuti ogni 100mila persone. Inoltre, l’organizzazione del sistema di sicurezza è completamente differente da quello italiano: i detenuti possono godere, all’interno delle carceri, di molti benefit e possono liberamente giocare sul campo da calcio. Inoltre, hanno anche la possibilità di guadagnare attraverso lavoretti. Il recinto di metallo è alto pochi centimetri e rende molto facili eventuali fughe.

L’evasione in Islanda

Colui che evade dal carcere non è sottoposto a pene aggiuntive dal momento che non è considerato un reato. La contraddizione di questa storia sta proprio nel fatto che in Islanda non è illegale tentare l’evasione dal carcere. Colui che tenta la fuga, ovviamente, sarà obbligato a scontare la pena, ma non gli verranno aggiunte ulteriori condanne. In questo caso, il fermo del 31enne era stato convalidato, ma era scaduto da alcune ore. La polizia gli avrebbe però fatto firmare un documento in cui acconsentiva volontariamente a restare in prigione. Dopo l’arresto a seguito dell’evasione, il 31enne è stato nuovamente arrestato e pare che abbia espressamente richiesto di tornare in prigione nel suo Paese di origine.

La ricompensa

La Polizia ha messo a disposizione 60.000 euro a coloro che li aiuteranno a ritrovare i server. Infatti, un cattivo utilizzo degli stessi potrebbe potenzialmente minare il mercato mondiale dei bitcoin.