Governo, pronta la bozza di programma: intesa 5 Stelle - Lega ormai a un passo

Sui punti chiave ci sarebbe un accordo di massima dice Salvini: la Lega sembra ottimista su una chiusura dell'accordo grillino-leghista per il governo mentre Mattarella avvisa i partiti del suo ruolo "non notarile". Domani l'incontro cruciale

Sarebbe pronta la bozza del programma di governo e parrebbe vicino, secondo le indiscrezioni, l’accordo totale tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio: per sancire l’avvenuta intesa tra Lega e 5 Stelle sembra ormai mancare davvero pochissimo. Per ora guai a fare nomi però: prima le idee, poi i volti del nuovo governo, premier compreso, mentre le altre forze politiche scalpitano per capire se lo spauracchio del governo neutrale e del ritorno alle urne in estate abbia realmente spinto i due partiti a trovare un accordo.

Il summit 5 Stelle – Lega: intesa a un passo

La bozza del programma di governo a guida leghista-grillina avrebbe, stando alle prime voci, almeno una ventina di punti cardine da seguire su cui Salvini e Di Maio avrebbero trovato un accordo di massima. Si avvicinano sempre più i due partiti che hanno fatto il botto alle scorse elezioni del 4 marzo, con lo spettro del governo neutrale proposto da Mattarella che evidentemente ha dato la giusta spinta per mettere da parte le divergenze e portare a casa la leadership. Al summit di Milano, durato 4 ore, oltre a Di Maio e Salvini c’erano anche i leghisti Borghi, Calderoli, Centinaio, Giorgetti, Molteni, Siri, e i grillini Bonafede, Casalino, Castelli, Spadafora e Toninelli.


 





È lo stesso Matteo Salvini, appena uscito dal delicatissimo incontro col leader pentastellato, ad affermare che la strada intrapresa sembra promettente: “C’è sostanzialmente un accordo sui punti chiave. Sono contento perché si sta parlando di temi, non di nomi, non di cognomi, non di ministri. Se la compatibilità arriverà all’80% si parte, altrimenti ci abbiamo provato“. Il leader del Carroccio prova subito a sedare eventuali malumori in seno al centrodestra: anche se si coalizzerà coi 5 Stelle dichiara di essere portavoce di una coalizione che si estende anche oltre il suo partito. La volontà, dopo la richiesta a Mattarella di concedere un giorno in più per trovare gli accordi, è di chiudere al più presto il discorso governo: “Domani si lavora ancora”, con estrema rilevanza data al futuro dell’Italia “attraverso la rinegoziazione dei trattati Ue, altrimenti l’Italia soffoca. E su questo mi sembra ci sia una volontà comune“.

 

Il “Contratto per il governo del cambiamento”

Di Maio ancora non ha parlato, anche se si era concesso ai microfoni prima del summit con Salvini, per dire la sua sulla rinnovata “candidabilità” di Silvio Berlusconi che però, a sua detta, non cambierà di una virgola la convergenza di intenti tra M5S e Lega. “Prendiamo atto di questa notizia ma la mia considerazione non cambia“: Di Maio ha infatti sottolineato bene a Salvini che Berlusconi, nel governo, non lo vuole a prescindere. Staremo a vedere.

contratto di governoCredits: RaiNews


Dalla Lega intanto arriva una ventata di ottimismo: uscendo dal summit, Claudio Borghi è convinto che domani sia il giorno giusto per chiudere i giochi. Una prima bozza di ciò che il governo grillino-leghista vorrà proporre era già stata stesa al Consiglio Regionale lombardo due ore prima dell’incontro decisivo, alle 14: è stata chiamata “Contratto per il governo del cambiamento” e sulla copertina campeggiano entrambi i simboli dei partiti. Stando a ciò che riporta Ansa, c’è accordo totale almeno su 10 punti sui possibili 22 totali, anche se inizialmente dovevano essere 19. Si tratta, secondo fonti grilline, ancora per l’annosa questione dell’Ilva. Di tutte le altre trattative, invece, si sa poco e pare che entrambi gli schieramenti non vogliano sciogliersi a riguardo. Da segnalare, infine, come prima dell’inizio del summit tra Salvini e Di Maio ci sia stato un blitz dei centri social arrivati sotto al Pirellone che con striscioni che citavano slogan come “Reddito per tutti, razzismo per nessuno” hanno protestato accendendo anche alcuni fumogeni. La polizia ha immediatamente circondato il gruppetto di manifestanti, in tutto una ventina.

Mattarella: “Capo dello Stato non è notaio

E intanto Mattarella continua ad avvertire entrambe le forze politiche che le lancette stanno scorrendo inesorabili. Se M5S e Carroccio non sapranno dare alla luce un’intesa forte entro breve, allora sarà lo stesso Presidente della Repubblica a prendere in mano la faccenda: così, almeno, sembra che stiano le cose dall’intervento che lo stesso Mattarella ha tenuto a proposito del 70esimo anniversario della nomina a Presidente di Luigi Einaudi, che cita per far capire come il suo ruolo sia più decisivo di quanto le forze politiche sembrino ricordare. “Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario”, ha spiegato Mattarella. “Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana“.

mattarellaIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella


Il Capo dello Stato ricorda che il ruolo di Einaudi non fu quello di notaio, anzi.  “Spettava a Luigi Einaudi una esperienza senza precedenti: essere il moderatore dell’avvio della vita dell’Italia repubblicana. Con la discrezione e la fermezza che lo caratterizzavano diede vita a un dialogo di permanente leale collaborazione istituzionale, proponendo una penetrante ‘moral suasion’ nei rapporti con il governo”.