Morto Salvatore Ligresti, a lungo a capo del gruppo Fonsai

Muore a 86 anni al San Raffaele l'immobiliarista Salvatore Ligresti fondatore del gruppo Fonsai

È venuto a mancare, a 86 anni, dopo lunga malattia, Salvatore Ligresti, l’immobiliarista siciliano capo e fondatore del gruppo Fonsai, successivamente assorbito da Unipol. Ricoverato al San Raffaele di Milano da tempo, negli ultimi tempi le sue condizioni sarebbero peggiorate in maniera drastica.

Il re degli immobiliaristi

Nato a Paternò in provincia di Catania, si trasferisce a Milano dopo la laurea in ingegneria per il servizio militare. Qui rimase poi  per tutta la vita. Alla fine del servizio apre il suo primo studio di progettazione e si sposa poi con la figlia del provveditore alle Opere pubbliche della Lombardia, Antonietta Susini dalla quale ebbe tre figli: Giulia, Maria, Paolo e Jonella. In poco tempo diventa figura di spicco del mondo finanziario milanese.


Il suo soprannome era Mister 5% perché riusciva a controllare diverse s.p.a pur avendone solo una piccola parte. Nel 1981 la moglie viene rapita dalla mafia. Rapimento risoltosi dopo un mese, grazie al pagamento di un riscatto di 600 milioni di lire. La morte di due dei rapitori e la sparizione del terzo fecero indagare Ligresti per sospetti legami con associazioni mafiose, ma le inchieste non portarono a nulla.

Salvatore Ligresti e la figlia Giulia

Salvatore Ligresti e la figlia Giulia



Gli scandali e la vendita a Unipol

Dal 1986 una serie di scandali si abbattono su di lui: da quello delle Aree D’oro, passando per Tangentopoli, dove fu arrestato con l’accusa di corruzione per alcuni appalti della metropolitana di Milano e Trenord. Nel 1997 fu condannato, il che gli fece perdere i requisiti per porter ricoprire i suoi incarichi. Da qui il suo declino di lui e di tutta la famiglia, diverse inchieste vengono aperte a loro carico, fino al 2013 dove viene arrestato per falso in bilancio dalla Guardia di Finanzia su ordine del tribunale di Torino e condannato ai domiciliari. L’ultima sentenza di primo grado arriva nel novembre 2017, dove il tribunale di Milano lo condanna a 5 anni per speculazione.

In seguito a tutte queste sentenze giudiziarie cessa di avere ruoli operativi nelle sue attività.