Sparatoria a Vibo Valentia: si costituisce il killer Francesco Olivieri

Francesco Olivieri, autore delle sparatorie che hanno terrorizzato Vibo Valentia venerdì scorso, si è presentato in carcere stanotte

L’uomo autore delle sparatorie che l’11 maggio hanno sconvolto la Calabria si è costituito ieri sera. Il killer è Francesco Olivieri, 32 anni, il quale si è presentato spontaneamente al carcere di Vibo Valentia, dopo giorni di caccia all’uomo. È stato poi portato in caserma per l’interrogatorio dei Carabinieri. La causa del folle gesto potrebbe essere stata una vendetta coltivata per 20 anni.

Vibo Valentia: l’autore delle sparatorie si costituisce

Francesco Olivieri è stato ascoltato ieri sera dal sostituto procuratore Concettina Iannazzo. L’uomo si è presentato davanti il carcere dopo mezzanotte, per poi essere prelevato in custodia dai carabinieri incaricati dell’indagine. I quali erano sempre più vicini al killer dopo il ritrovamento della sua auto, una Fiat Panda data alle fiamme e rinvenuta in una frazione di Vibo Valentia, a qualche decina di chilometri dal carcere. Non sono stati per il momento divulgati i dettagli dell’interrogatorio, sembra però ormai accertato che Olivieri non avesse complici.


Vibo Valentia

Vibo Valentia. Foto: LaPresse



Il movente probabilmente una vendetta

Sembra sempre più accertata l’ipotesi della vendetta come spinta al massacro. L’uomo si è spostato tra Limbadi e Nicotera, distanti tra loro pochi chilometri, ferendo tre persone e uccidendone due. A Limbadi, Olivieri si è diretto al bar Nino’s dove ha aperto il fuoco contro Pantaleone Timpano, il fratello del narcotrafficante Vincenzo, 61 anni e contro Francesco Di Mundo, 58 anni, e Pantaleone D’Agostino. I tre, probabilmente finiti nel mirino per questioni di spaccio, sono stati sorpresi mentre giocavano a carte e lievemente feriti.

Olivieri si è recato a Nicotera, a casa di Giuseppina Mollese, 80 anni, la quale aveva sempre sostenuto che ad uccidere il figlio, Ignazio Gaglianò, nel 1997 era stato il fratello del killer, Mario Olivieri, anche lui in seguito assassinato. Uccisa la donna, il killer sarebbe andato, sempre armato di fucile, a casa di Michele Valerioti, 68 anni, che sarebbe imparentato con i Timpano. L’uomo, a letto malato, non è stato risparmiato dalla furia omicida di Olivieri, il quale è poi scomparso per tre giorni.

(Immagine di copertina: LaPresse)