Ricerche sul DNA umano: sull'Everest si ripete l'esperimento che fu della Nasa

Due alpinisti replicheranno il famoso esperimento condotto dalla Nasa sulla stazione spaziale internazionale nel 2015. Loro scaleranno l'Everest Mentre i gemelli staranno a livello del mare

Scaleranno fino in cima all’Everest per poi sottoporsi a esperimenti sul genoma umano che verranno confrontati con quelli dei loro gemelli che invece rimarranno livello del mare. Questo il nuovo esperimento per scoprire nuove realtà sul patrimonio genetico umano.

Un esperimento per studiare il il dna umano

Un esperimento simile a quello già condotto della Nasa nello spazio, verrà fatto sulla terra, ma questa volta all’Everest. Matt Moniz studente americano di 20 anni e Willie Benegas alpinista per professione di 49 anni, si stanno recando ad alta quota e ci resteranno per un mese, mentre i due gemelli, quello eterozigote di Moniz e quello omozigote di Matt rimarranno a livello del mare. I due dovranno prelevare campioni vari, tra cui feci, sangue e saliva per osservare se ci sono cambiamenti con i loro gemelli non rimasti in quota. In questo caso l’obbiettivo è capire se dna e rna possono cambiare con la permanenza in lealtà quota. L’unico particolare che rende l’esperimento diverso da quello della Nasa è che i gemelli non sono entrambi omozigoti, il che potrebbe, secondo il coordinatore dell’esperimento Christopher Mason non è la condizione ideale.


Ora non rimane che aspettare: a oggi si sa solo che l’esperimento è a rischio a causa di una sciiata fatta sul Monte Everest il il 2 maggio senza autorizzazione governativa del Nepal. I due che hanno affermato di non sapere di queste norme sono ora in attesa di un responso. Intanto in questi giorni 150 alpinisti sherpa hanno scritto una lettera al governo nepalese, nell’intento di convincerli a lasciare proseguire i due alpinisti nel loro esperimento.

Mark e Scott Kelly, i protagonisti dell’esperimento della Nasa



L’esperimento della Nasa

Nel 2015, per chi non ne avesse memoria, due gemelli omozigoti Mark e Scott Kelly, entrambi astronauti della Nasa hanno partecipato ad un particola esperimento che aveva il fine di capire come l’ambiente spaziale potesse mutare i geni, il flusso sanguino celebrale il sistema immunitario, l’invecchiamento cellulare e tutta una serie di altri complessi parametri. L’esperimento era principalmente finalizzato a capire come poteva comportarsi l’uomo se sottoposto a viaggi nello spazio molto più lunghi del normale. Per esempio il progetto di mandare l’uomo su Marte che richiederebbe un tempo di permanenza dello spazio di gran lunga superiore a quelli testati fin ora: ben 3 anni.

Scott era partito con la Stazione Internazionale Spaziale rimando in orbita ben 340 giorni, quasi un anno e il gemello Mark era rimasto sulla terra per fare da controllo, ovvero colui che ha permesso poi di fare il confronto con i cambiamenti di Scott.

Al suo ritorno alcuni valori erano cambiati per breve tempo rendendo i gemelli diversi, ma sono rientrati immediatamente. Si è, inoltre notato che nello spazio i telemetri ovvero le le i pezzettini finali dei nostri cromosomi (le cui strutture racchiudono il nostro DNA), che di solito si accorciano con l’invecchiamento o lo stress, che sicuramente Scott ha vissuto volente o nolente nello spazio, si erano, invece, allungati per poi tornare normali appena tornato sulla terra.

Per il resto i valori sono tornati del tutto normali e ora i gemelli sono nuovamente identici.