Francesco Schettino condannato di nuovo

Francesco Schettino è stato condannato a pagare un'ammenda di 5 mila euro come risarcimento per le parti civili

Francesco Schettino, già condannato a 16 anni di carcere per il naufragio della Costa Concordia a largo delle coste del Giglio, ora dovrà pagare una ammenda per deturpamento di bellezze naturali di 5mila euro decisa dalla Corte di Appello di Firenze.

La nuova condanna

Era stato il tribunale di Grosseto ad infliggere la pena in primo grado confermata adesso dalla Corte di Appello di Firenze dovuta alle parti civili ministero dell’Ambiente, Associazione nazionale Mutilati e invalidi del lavoro, Enpa, Legambiente. Schettino dovrà quindi pagare 5 mila euro di ammenda per deturpamento di bellezze naturali. Questa condanna arriva dopo quella definitiva inflitta per il naufragio della Costa Concordia, di cui era capitano, avvenuto a largo dell’Isola del Giglio.


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Il commento

L’avvocato Claudia Ricci, parte civili al processo per l’Ente nazionale protezioni animali, commenta: “Questa condanna non può rendere giustizia dei gravissimi danni causati dal comandante Schettino con il naufragio della Concordia tuttavia è importante e significativo che il giudice abbia sanzionato l’illiceità della condotta dell’imputato dal punto di vista dei danni causati al paesaggio“. Lo sconforto è condiviso anche da Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa,: “Resta una infinita amarezza per le tantissime vite umane spezzate e per i tantissimi animali morti a causa del naufragio. Purtroppo ci vorranno anni perché questa ferita possa rimarginarsi“.

Francesco Schettino condannato di nuovo

Le prescrizioni

La stessa sentenza però ha considerato prescritte la condanna a 3 mesi di arresto per violazione di una normativa sulla sicurezza a bordo dei marittimi imbarcati sulla Costa Concordia; e la condanna a 15 giorni di carcere per non aver messo in pratica con la dovuta diligenza tutte le procedure di emergenza emesse dall’armatore e previste dalle normative vigenti. Le condanne sono state considerate prescritte e perciò cancellate.