Turista violentata a Sorrento: "Ci siamo fatti una nonnina"

Un messaggio sospetto e dati scomparsi dai telefoni. La situazione si complica nel caso della turista violentata e pare si siano verificati altri episodi

Sorgono nuovi dettagli inquietanti sul caso della turista inglese stuprata in un albergo a Meta di Sorrento nel 2016. Dopo i 5 arresti avvenuti il 14 maggio all’alba, le indagini effettuate sul gruppo WhatsApp “Cattive Abitudini” svelano la possibile esistenza di episodi precedenti.

Il messaggio che li inchioda

I sospetti partono da un messaggio di Raffaele Regio, uno degli arrestati. Sul gruppo scrive:“Frate, mi so fatto una milf ultimamente. Sempre a tavolone.”

L’utilizzo della parola “sempre” ha generato l’ipotesi che il gruppo abbia compiuti crimini simili anche prima della violenza sulla turista. Il sostituto procuratore Mariangela Magariello è attualmente alla ricerca di altri dettagli che confermino questa tesi, mentre il giudice Emma Aufieri l’aveva già proposta durante le indagini preliminari, parlando anche delle modalità di esecuzione che risultano essere assolutamente non casuali.


La donna, a causa della droga somministrategli e non potendo sporgere denuncia il giorno successivo all’accaduto, aveva parlato di almeno dieci uomini. Attualmente gli arresti sono 5, mentre un sesto individuo è a piede libero e non si sa se realmente siano state coinvolte altre persone. È possibile che ulteriori coinvolti non siano mai stati presenti all’interno del gruppo “Cattive Abitudini” e che fossero dipendenti stagionali.

Come se non bastasse, sono emersi anche altri messaggi sconcertanti che gli stupratori si sono scambiati. “Ieri mi sono fatto un tavolo con i ragazzi della cucina con una Milf canadese… Imm sclerat… Fantasticoooo” e “ci siamo fatti una nonnina… 40/50 anni… quello che ho visto ieri non l’avevo mai visto in vita mia” sono solo due esempi dei gravi commenti scritti.

I dati spariti

Dopo il ritrovamento di questi messaggi, è avvenuto un altro fatto sospetto. La Apple offre un servizio di cancellazione dei dati presenti sul telefono da remoto che permette di riportare alle condizioni di fabbrica eventuali cellulari rubati. Due iPhone sequestrati dalla polizia giudiziaria hanno subito questo trattamento da persone che avevano a disposizione i dati d’accesso dei cellulari. Non è ancora noto chi abbia effettuato tali operazioni, ma ciò potrebbe aver portato all’eliminazione di dati importanti per le indagini.

donna disperataFonte: Shutterstock


Donne per il sociale Onlus interviene

Patrizia Gargiulo, presidente dell’associazione Donne per il sociale Onlus, è intervenuta per far valere la propria lotta contro la violenza sulle donne. In una nota sostiene: “Non si possono tollerare episodi del genere e faremo qualunque azione possa impedire che fatti del genere possano verificarsi ancora”.

Per questo motivo, Gargiulo ha conferito incarico all’avvocato Luigi Ferrandino di costituirsi parte civile nel caso in cui i 5 indagati vengano rinviati a giudizio.

Allo stesso tempo, anche il sindaco di Meta Giuseppe Tito comunica di voler costituire l’amministrazione comunale parte civile nel processo. La direzione dell’albergo offre a sua volta la propria disponibilità, insieme alla solidarietà nei confronti della turista.