litigare reato

Litigare con i figli può costituire reato? In tanti probabilmente si fermeranno a domandarsi se, per tutte quelle sfuriate avvenute sotto agli occhi innocenti dei propri figli, sarebbe condannabile. La risposta data dalla Corte Suprema è perentoria: litigare davanti ai figli è un reato.

Litigare davanti ai figli è reato

Che due genitori litighino non è affatto una novità così come non lo è il fatto che ciò avvenga sotto agli occhi dei figli. Siamo tutti cresciuti memori di sfuriate e toni accesi, spiacevoli momenti che tuttavia fanno parte della vita di coppia. Qui però, la materia è da analizzare dal punto di vista diverso dal solito, non più coniugale.

Quanto incidono le litigate, seppur vissute in maniera passiva, a cui viene verbalmente esposto un figlio? Un bambino rischia, a fronte dei litigi dei genitori, di modificare la sua essenza nonché di diventare vittima passiva? La risposta della Cassazione, come detto, è netta: lo è. Litigare davanti ai propri figli è una pena che infliggiamo loro e che potrebbe potenzialmente creare turbamenti che possono avere gravi ripercussioni nella crescita del minore.

Far subire una litigata vale come maltrattamento

Agli occhi di un bambino, quella che per un adulto coscienzioso potrebbe essere una banale litigata frutto di un’incomprensione, potrebbe tramutarsi in un evento traumatico capace di condizionare la sua infanzia, l’adolescenza ma anche la sua indole di adulto in divenire.

Non c’è alcuna differenza in materia di litigio, che questo riguardi i figli o altri ambiti, va condannato a prescindere. Secondo quanto rilasciato dagli esperti infatti, si parla di danni “fisiopsichici” e di “ferite psicologiche indelebili, alcune delle diverse ripercussioni che potrebbe avere dei banali litigi sulla psiche del figlio.

litigare reato

Immagine di repertorio

A fronte di ciò, impossibile per la Corte Suprema sorvolare sulle osservazioni degli esperti, decidendo dunque di ascrivere anche i banali litigi in quell’elenco di “maltrattamenti familiari” non diversi dalle percorse e danni morali di vario genere.

Alla luce di questa considerazione, è stato rigettato il ricorso chiesto da una mamma precedentemente condannata per aver discusso col coniuge davanti ai figli.