Caterina Abbattista: "Troppo comodo rendermi una madre complice"

Gabriele Defilippi e Roberto Obert sono già stati condannati a 30 e 19 anni per l’omicidio di Gloria Rosboch, ma c’è ancora una persona che attende di essere giudicata per la morte della professoressa 49enne di Castellamonte. Si tratta di Caterina Abbattista, madre del condannato Defilippi, a processo da oggi. Per lei l’accusa ha dichiarato di voler chiedere una condanna a 16 anni di detenzione.

Accusata di omicidio e truffa

Caterina Abbattista, madre di Gabriele Defilippi, è al momento a processo per i reati di truffa e omicidio: si ritiene che la donna abbia contribuito sia truffare la professoressa convincendola a dare al figlio Gabriele i risparmi di una vita (ben 187mila euro), sia abbia avuto un ruolo nella morte della donna.

gloria rosboch funerale

Per lei, i legali dell’accusa hanno chiesto 15 anni per il reato di omicidio e 1 anno per il reato di truffa. Il procuratore, riferendosi al caso, ha dichiarato: “È una storia che si ricostruisce attraverso tasselli di un puzzle che sembrano slegati tra loro, ma che messi insieme danno un quadro preciso e chiaro”.

Niente accesso al cellulare

Nel quadro di queste indagini, si inscrive un aspetto piuttosto peculiare legato all’accesso ai dati contenuti nel profilo Facebook di Gabriele Defilippi.

Gli inquirenti hanno espresso a Facebook la necessità di accedere ai messaggi privati che il ragazzo avrebbe spedito tramite il social,, ma da Menlo Park c’è stato assoluto diniego. Sono state liberate solo alcune, scarse informazioni e il resto dei messaggi è stato catalogato come “non pertinente all’oggetto di indagini”. Gli inquirenti italiani sostengono il contrario: nei messaggi di Defilippi ci potrebbe essere qualcosa di molto importante. Inutile dire che con ogni probabilità la stretta sulla riservatezza deriva da misure messe in atto dopo lo scandalo Cambridge Analitica, che mise Facebook nella scomoda posizione di dover garantire ai suoi utenti una maggiore tutela della loro privacy.

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Il piccolo tesoro di Gloria Rosboch

Ultimamente, un’altra ipotesi sta affiorando nelle indagini sull’omicidio Rosboch. Si ritiene infatti che i 187mila euro dati da Gloria Rosboch a Defilippi possano essere stati investiti in bitcoin. Questa ipotesi porterebbe a una conclusione sorprendente: se così fosse realmente avvenuto, il tesoretto di Gloria Rosboch potrebbe essersi moltiplicato fino a diventare una somma davvero ragguardevole: questo perché la valuta dei bitcoin sarebbe aumentata da 250-400 dollari a 9200 dollari. I 187mila euro di Gloria potrebbero ora essere diventati più di 3 milioni. Questa tesi, per ora, è del tutto da appurare, ed è supportata solo dalle conversazioni trovate tra gli accusati dell’omicidio, che parlarono di un investimento in bitcoin nelle loro conversazioni messaggistiche private.