ryan blacknell

Gran Bretagna – Fugge da un’ospedale psichiatrico perché terrorizzato dagli altri pazienti e si nasconde a casa di un’amica. La mattina seguente aggredisce la ragazza incinta con un cacciavite, uccidendo lei e il bimbo che portava in grembo, per poi darsi di nuovo alla fuga.

Il ricovero in ospedale

Dal 2016, Ryan Blacknell soffre di schizofrenia e di disturbo da stress post-traumatico a causa di un’aggressione subita per strada. Nello stesso anno, rompe con la fidanzata nonché convivente, aggravando la situazione. Il ragazzo torna così a vivere dalla madre Rosalin ed inizia il primo ciclo di terapie a base di pillole, che però non sembrano avere l’effetto sperato.

Ryan continua ad essere aggressivo, e una sera, sotto effetto di alcol e medicine, minaccia sua madre con un grosso coltello. Per paura di una nuova aggressione, il 4 dicembre viene affidato alle cure di una struttura psichiatrica, da cui fugge la sera stessa per paura di essere ucciso e divorato dagli altri pazienti.

L’omicidio

Terrorizzato, Ryan bussa alla porta del suo amico di infanzia, di cui si fida ciecamente: Tim Parker, che dalla morte dei genitori vive con la sorella maggiore Ella, incinta di 5 mesi. Al mattino mentre Tim è fuori casa però, senza preavviso il 25enne aggredisce la donna con un cacciavite, accoltellandola 33 volte.

Il corpo è stato rinvenuto in una pozza di sangue da un’amica che doveva aiutarla a dipingere la stanza per il nascituro. Dopo il violento attacco, Blacknell è nuovamente scappato, dirigendosi in centro città per incontrare dei suoi amici al pub, a cui avrebbe dichiarato: “Probabilmente è l’ultima volta che mi vedrai in tutta la vita”. Il giorno seguente si è costituito alla polizia, confessando l’omicidio.

Il luogo dell'aggressione CREDITS: Metro.co.uk

La casa di Ella, luogo della vicenda.   CREDITS: Metro.co.uk

Le accuse a Ryan Blacknell e all’ospedale

Una sentenza tutt’altro che scontata e facile quella del caso Blacknell.

Ryan è stato imputato per omicidio e rischia ergastolo, ma come riportato dal quotidiano Metro.co.uk, il giovane potrebbe cavarsela con una sentenza più indulgente a causa delle attenuanti per infermità mentale. Il 25enne non è l’unica parte ad essere stata chiama in causa. Sotto accusa anche i responsabili della struttura ospedaliera in cui era ricoverato il 25enne. “Le gravi falle nella sicurezza hanno consentito ad un individuo malato e pericoloso di fuggire. Queste sono negligenze che non possono essere tollerare” ha dichiarato un pm durante il processo. Intanto, i parenti di Ella ricordano la 29enne per la sua bontà di cuore e generosità, che purtroppo questa volta le sono costati la vita: “Proprio questo suo altruismo l’ha portata alla morte, è difficile da accettare. Sarebbe stata una brava mamma”.