Il neogoverno di Giuseppe Conte deve già risolvere un caso sociale e politico all’interno della maggioranza composta dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. Un’intervista del ministro Lorenzo Fontana a Il Corriere della Sera solleva non poche polemiche nella società civile per le sue affermazioni in merito all’aborto e alle famiglie arcobaleno. Interviene anche Matteo Salvini per cercare di calmare le acque, ma si registrano malumori in una parte degli eletti pentastellati. Già quando è uscito il suo nome nella lista dei ministri, Fontana ha suscitato perplessità per le sue posizioni considerate estremiste.

Fontana: “Disincentivare gli aborti

Un’intervista molto chiara quella del nuovo ministro della Famiglia e disabilità, il leghista Lorenzo Fontana, 38 anni.

Alcune sue frasi hanno dato vita, il 2 giugno, ad una bufera mediatica. Riguardo all’aborto, Fontana, ha dichiarato che vuole disincentivarlo usando i consultori per “cercare di dissuadere le donne dall’abortire“.

Un tema ancora molto caldo a 40 anni dall’approvazione della legge 194. Nonostante il ministro abbia chiarito di non aver mai detto che le donne non possono abortire, per lui il tema della bassa natalità che affligge l’Italia è in cima alla lista delle priorità e l’aborto sarebbe una delle cause. Frasi che giungono in un Paese in cui il numero di medici obiettori di coscienza, per motivi di carriera più che per convinzione, è intorno al 50%, con punte dell’80% nel Meridione.

Le famiglie arcobaleno non esistono

A scandalizzare subito dopo le frasi sulle famiglie arcobaleno: “Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà“. Subito dopo, Fontana è andanto oltre spiegando che a livello legislativo le famiglie omosessuali non esisterebbero, dato che non c’è una codificazione, nonostante sindaci, tra cui la 5Stelle Appendino a Torino, e tribunali stiano registrano da tempo i figli di coppie omogenitoriali.

Parole pesanti che arrivano nel mese dei Pride in tutte le città italiane. Insorte le associazioni LGBT, che accusano il leghista di vivere “distaccato dalla realtà“, come ha detto Marilena Grassadonia, presidente di “Famiglie Arcobaleno”.

Grassadonia ha contestato che i figli delle coppie omosessuali esistono e sono perfettamente integrati nella realtà, nelle scuole e tra i coetanei. Monica Cirinnà, firmataria della legge sulle unioni civili, ha dichiarato: “Negare l’esistenza di chi chiede diritti e riconoscimento equivale a voler oscurare dei cittadini, silenziarli, relegarli fuori dal dibattito politico e sociale“.

L’imbarazzo nel Movimento 5 Stelle

Non solo dall’opposizione politica arriva la contestazione a Fontana, ma anche da parte della maggioranza pentastellata sensibile alle rivendicazioni sui diritti civili. Mentre i colleghi ministri come Riccardo Fraccaro e Barbara Lezzi hanno provato a soffocare la polemica nata il giorno dopo il giuramento del governo, Nicola Morra ha definito le dichiarazioni di Fontana: “Riflessioni che fanno specie“.

Non c’è stata una presa di posizione forte, lo stesso Morra ha poi sottolineato che anche Salvini è intervenuto per sgonfiare il caso, ma è indubbio che alcune posizioni oltranziste dei colleghi leghisti sono una realtà con cui il Movimento dovrà fare i conti prima o poi.

La replica di Salvini

Mentre il caso si gonfiava, è intervenuto il vicepremier Salvini per tentare di smorzare la polemica. Il leader della Lega ha dichiarato che: “Unioni civili e aborto non sono leggi in discussione. Non andremo a litigare e perdere tempo su temi non inseriti che dividono“.

salvini

Matteo Salvini alla parata del 2 Giugno. Foto: Twitter

Salvini ha poi confermato l’endorsement alla linea politica del ministro: “Personalmente ritengo che il nostro Paese in futuro debba continuare ad avere principi come quello per cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà. E per cui un figlio viene adottato se ci sono una mamma e un papà“.

Il ministro: “Polemica strumentale”

La risposta arriva anche dal ministro che ha definito il dibattito di questi due giorni di governo “polemica strumentale“. Fontana ha spiegato che “non è stato previsto nulla sul contratto tra Lega e M5s, tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e nel calcio tifo Hellas“. Altre testate hanno ripreso però precedenti dichiarazioni del leghista, il quale, anche in passato, ha sostenuto posizioni molto nette su immigrazioni e omosessuali.

Il ministro Lorenzo Fontana

Il ministro Lorenzo Fontana

Fontana arrivò a definire lui e i suoi sostenitori dei “crociati” che si battono perché i “nostri popoli sono sotto attacco“.  I fronti indicati sono: “Da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero“, come ha scritto sul suo sito nel 2016.