Caporalato a Ragusa: persone violentate e costrette a mangiare cibo scaduto

Tredici persone sono cadute vittime di un'organizzazione criminale che le sfruttava nei campi e le costringeva a subire abusi e violenze continui

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Si chiama “boschetari” (ovvero “senzatetto” in rumeno) l’operazione della polizia di Stato che ha portato all’arresto di 5 persone che sfruttavano, inducevano alla prostituzione e violentavano alcune vittime di caporalato. I 5 arrestati, di origine romena, andavano nel loro paese a reclutare persone indigenti e in difficoltà. Poi, convincevano le persone a lavorare nei campi in Italia promettendo un alloggio sicuro, per poi rinchiuderle in edifici fatiscenti, dare loro da mangiare cibo scaduto, indurre alcuni di loro alla prostituzione e sottoporli a violenze sessuali.

Violenza e prigionia

I criminali agivano nella zona di Ragusa: sono stati incastrati grazie ad approfondite indagini e soprattutto grazie alle intercettazioni: dai dialoghi tra gli sfruttati si intuisce che questi ricevevano cibo in cattivo stato (“Da quando ho visto che aveva i vermi non ho più voluto mangiarlo”, dice uno di loro”) e si sentono alcuni degli arrestati parlare di percosse date o che vorrebbero infliggere alle vittime: ad esempio uno di loro dice: Dio cosa le ho fatto ieri a L., la stavo ammazzando ieri sera fratello…è venuta da me…”. In un’altra occasione, una donna dice: “Tornerò indietro e la picchierò fino a quando le farò uscire i suoi defunti dalla bocca”: Gli arrestati sono: Lucian Milea, la compagna di lui Monica Jordan, Marian e Alice Oprea e Marian Muntueanu. La caccia è ancora aperta per un sesto individuo, finora irrintracciato.

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