amanda lear sola

È importante trasformare la propria vita in un’opera d’arte” e Amanda Lear c’è riuscita. Modella, pittrice, cantante, showgirl, attrice: Amanda è una donna che vissuto mille vite, facendo incontri sorprendenti come con Salvador Dalì o David Bowie, diventando icona LGBTQ grazie a hit come Tomorrow e Queen of Chinatown. Ironica, graffiante e senza peli sulla lingua, Amanda Lear non ha paura di dire ciò che pensa su se stessa e su chi ha incontrato nel corso della vita: “Mai fidarsi. Sono spariti tutti o sono morti. Sono rimasta sola, e sto molto meglio”.

Amanda Lear, la lupa solitaria

Perché il tempo scorre, e le cose stanno cambiando nel mio mondo.

Ecco un nuovo alfabeto”. Cantava così Amanda Lear nel 1978 con la sua hit Alphabet, e ora gli anni sono trascorsi davvero, e molte cose sono cambiate nella vita dell’ex modella. I grandi incontri, le brutte esperienze, le promesse mancate di agenti e fidanzati hanno insegnato molto ad Amanda Lear, che arrivata ad una certa età si sente come una “lupa solitaria” a cui piace stare in compagnia di se stessa.

Una delle tante foto insieme a Salvador Dalì

Una delle tante foto insieme a Salvador Dalì

E ad insegnarle a stare bene da sola e a non fidarsi di nessuno sono stati proprio Dalì e Bowie: “Erano circondati di persone che volevano qualcosa da loro, si servivano di loro.

Bisogna trovare il vero amico che non gliene frega niente se sei in copertina. Mi rendo conto che, tanto, siamo nati soli e moriremo soli. L’importante è stare bene con se stessi – sospirando l’attrice sottolinea – Ma questo l’ho imparato dopo, all’inizio volevo sempre compagnia. Poi, piano piano, sono tutti spariti o sono morti”.

Non chiedetele dell’Italia

Da tempo non calca il palcoscenico del piccolo schermo, sopratutto in Italia: “Non voglio più fare tv in Italia e non la guardo nemmeno più, i programmi parlano di cose che non capisco come possano interessare alla gente”.

Gli unici programmi che sembrano piacerle sono quelli un po’ ironici e graffianti, che rispecchiano molto la sua personalità, come E poi c’è Cattelan, in cui è andata lo scorso marzo come ospite a raccontare della sua vita avventurosa. Per questo dal 2009 la cantante si è concentrata su un’altra via, il teatro: “Ho fatto una commedia dopo l’altra. È molto impegnativo perché hai tre mesi di prove, sei mesi a farlo fisso a Parigi e poi parti ancora sei mesi in tournée. È molto faticoso, ma mi ha cambiato la vita – spiega Amanda in una intervista esclusiva per Rolling Stoneperché lì lì importante è la voce, non se sei fotogenica, deve essere forte, devono sentirti senza microfono”. Ma non chiedetele di portare gli spettacoli francesi nel Bel Paese: “Ne hanno tradotto uno, l’ho letto e ho detto no grazie, era pieno di volgarità”. Come ben sappiamo Amanda ama mettersi alla prova, così il 14 giugno uscirà in tutte le sale Metti una notte, una pellicola di Cosimo Messeri, in cui ci sarà anche lei, per riscoprirsi attrice di cinema.