Trump si arrabbia con Trudeau e fa saltare l'accordo al G7: "Disonesto e debole"

Un disaccordo sui dazi Usa-Canada fa infuriare Donald Trump, che non firma l'accordo e rende il G7 un nulla di fatto

Donald Trump ha fatto crollare, con un solo colpo di mano, un castello di carte frutto di due giorni di trattative. Il G7 non si è concluso bene: le tensioni tra Justin Trudeau e il Presidente Americano non si sono dissolte e hanno portato il tycoon-capo di stato a tirarsi indietro all’ultimo sugli accordi. Il documento che riporta tutte le firme dei partecipanti al summit non ospita quella di Trump che avrebbe, infatti, reagito male ad alcune affermazioni fatte dal premier canadese. E, con uno scatto d’ira, ha fatto fallire l’incontro.

GEORGE E TRUDEAUJustin Trudeau




Trudeau contro i dazi

Raggiungere un fragile accordo sulle regole di un mercato globale non era stato facile: con grandi movimenti da parte di tutti, ad ogni modo, ieri era stato redatto un documento che metteva, seppur con difficoltà, d’accordo i leader del summit. Un dettaglio, però, creava più tensione di altri: si tratta di alcuni dazi su acciaio e alluminio decisi da Donald Trump nei confronti del Canada.



Dazi mal digeriti da Trudeau, che in conferenza non ha taciuto sull’argomento: “Noi canadesi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare: Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Usa vadano avanti con tariffe significative contro la nostra industria dell’acciaio e dell’alluminio. E non lasceranno che questo avvenga per presunti motivi di sicurezza nazionale“. Donald Trump aveva motivato i dazi sostenendo che si trattava di misure necessarie per la sicurezza nazionale: questa giustificazione è stata definita da Trudeau un insulto.

Trump: “Trudeau disonesto e debole”

Donald Trump, davanti alla fiamma, ha soffiato ed ha scatenato l’incendio. Con una serie di tweet pubblicati mentre si trovava sull’Air Force One, sul quale è salito allontanandosi prima della fine della conferenza al G7.

Il testo dei tweet era secco e senza possibilità di equivoci: “Sulla base delle false dichiarazioni di Justin alla sua conferenza stampa, e il fatto che il Canada sta imponendo pesanti imposte alle nostre aziende statunitensi, ho istruito i nostri rappresentati a non confermare il contenuto del comunicato”. In un secondo tweet, ha definitio Justin Trudeau “disonesto e debole”. Nessuna pietà neanche per l’Europa, le cui misure sono state ritenute da Trump troppo “brutali” nei confronti dell’economia statunitense. Il presidente americano è arrivato a a dire: “Non possiamo accettare che gli Stati Uniti siano usati come il salvadanaio dal quale tutti rubano“.

Il fatto di tirarsi indietro mentre ormai era lontano dal Canada, ha portato Trump a non doversi sedere ancora al tavolo delle trattative. Ciò però non significa che le sue parole siano state accettate senza reazioni: il governo canadese ha fatto presente che Justin Trudeau non aveva detto nulla che non fosse già chiaro prima della conferenza stampa, e Bruxelles ha fatto sapere che i paesi europei si sarebbero comunque attenuti al documento firmato. Insomma, nessun dietro front e nessun timore dall’Europa?