Licenziata la prof che augurò la morte ai poliziotti: ora è ufficiale

L'Ufficio Regionale del Piemonte ha concluso il procedimento contro la professoressa Lavinia Flavia Cassaro e le ha notificato il licenziamento. Il sindacato non ci sta e annuncia battaglie contro la decisione

La decisione era già stata presa lo scorso marzo, ora è arrivata l’ufficialità: Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante torinese di 38 anni che lo scorso 22 febbraio ha urlato frasi ingiuriose e minacce ai poliziotti che presidiavano un corteo contro un comizio di Casa Pound, è stata licenziata. Dopo la gogna televisiva e le critiche delle forze politiche, la Cassaro ha perso definitivamente il lavoro, con gran protestare del sindacato Cub Scuola che già si muove contro una decisione, a loro detta, troppo severa.

Ufficiale il licenziamento della prof

L’Ufficio regionale del Piemonte ha concluso il procedimento disciplinare contro la professoressa torinese che lo scorso 22 febbraio aveva urlato, ai poliziotti, “dovete morire” perché stavano svolgendo il proprio lavoro, contenendo il corteo antifascista che protestava contro un comizio di Casa Pound nel capoluogo piemontese. Lavinia Flavia Cassaro è stata di fatto licenziata dal decorrere del 1 marzo 2018, ossia dal giorno in cui in Procura era arrivata la segnalazione dei fatti riguardando la sera del corteo. Il provvedimento le è stato notificato lo scorso 7 giugno dall’Ufficio Regionale: si contesta all’insegnante che sia venuto a mancare “la continenza formale” connessa al diritto di critica.


lavinia flavia cassaroLa Prof Cassaro
Credits: La Stampa


Le parole e le minacce della Cassaro avevano avuto un’eco immensa perché riprese dalle telecamere che seguivano i manifestanti a Torino e subito la politica aveva preso le distanze dal comportamento della donna, con la condanna anche del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

La replica del sindacato

Non ci sta però il sindacato Cub Scuola che commenta criticamente la decisione a suo dire troppo severa nei confronti della docente: “È legittimo avanzare qualche dubbio sulla strenua “salvaguardia dei valori democratici della Repubblica, visto che nel nostro Stato si permette al leader di CasaPound di rivendicare apertamente l’eredità  del fascismo, mentre si spara con gli idranti su coloro che, in modo magari discutibile, difendono i valori dell’antifascismo. La professoressa è stata processata in diretta tv, se la professoressa non fosse stata intercettata dai giornalisti, il caso Cassaro non sarebbe mai esistito“, amette Cosimo Scarinzi, il coordinatore regionale del sindacato.



Dal punto di vista sindacale ci preoccupa che il provvedimento amministrativo si confonda con quello penale. Il licenziamento è una misura spropositata e continueremo a garantire la piena difesa di Lavinia Cassaro sia in sede legale che mediante l’azione sindacale“, conclude Scarinzi. A rafforzare la tesi dell’Ufficio Regionale ci sarebbero diverse relazioni redatte dalla dirigente scolastica sotto cui la prof Cassaro aveva lavorato, relazioni che parlano di “problemi di relazione con colleghi e alunni”, senza però che ciò portasse a richiami, anche se la donna viene definita “persona che genera tensione e disagio“.