Padova, la madre che ha aggredito la prof racconta di essere stata provocata: "Mi ha sfidata con lo sguardo"

È finita in ospedale con una frattura del setto nasale, la professoressa di inglese picchiata dalla madre di un alunno a cui aveva messo un brutto voto. Ora la responsabile dell'aggressione racconta la sua versione dei fatti, ma dovrà rispondere del suo gesto

Un 4 in inglese e un’interrogazione negata, sarebbero queste le cause che avrebbero spinto una donna, madre di un alunno della professoressa sessantenne Francesca Radaelli, ad aggredire violentemente la docente causandole la frattura del setto nasale. La professoressa di inglese, una professionista stimata dai suoi colleghi, ha ricevuto la piena solidarietà del dirigente scolastico e del ministro dell’istruzione Bussetti. L’autrice del gesto di violenza si assume le responsabilità della sua condotta, ma vuole chiarire la dinamica degli eventi che l’hanno portata ad un comportamento estremo atto di violenza contro un insegnante, forse classificabile come l’ennesimo .

“Un anno scolastico difficile per la famiglia”

Una donna giovane e dinamica, così il quotidiano La Stampa descrive la madre del ragazzino i cui brutti voti hanno causato il suo scatto d’ira. Un ragazzino impegnato in una sorta di doppia vita, da una parte i normali impegni di studio della scuola media, dall’altra una carriera agonistica nello sport (sport che non verrà menzionato per non compromettere l’anonimato del minore in questione). “Non so se mio figlio si possa definire un campioncino, racconta la donna in un’intervista a La Stampa, “A livello europeo è tra i primi due o tre atleti. A settembre ha avuto un infortunio, ha rotto tibia, perone e crociati. Fino a febbraio ha fatto due ore e mezza di terapia al giorno. A ottobre abbiamo chiesto venisse applicata la legge 122 che accorda particolari permessi agli agonisti, dalle assenze al calendario di verifiche e interrogazioni concordato”.

Alunno scuola media_immagine di repertorioImmagine di repertorio.


Il pericolo di una bocciatura e la reazione della madre

Secondo il racconto della donna, la situazione scolastica di suo figlio sembrava procedere senza suscitare particolari preoccupazioni, nonostante il ragazzino si trovasse spesso costretto a saltare la scuola a causa degli impegni sportivi. Poi, verso la metà del mese di maggio, la famiglia è stata contattata dalla scuola per far presente che le cose non stessero andando esattamente per il verso giusto. La donna racconta che il figlio avrebbe potuto non raggiungere la piena sufficienza in più di una materia, rischiando di perdere l’anno scolastico. Un vecchio 4 e mezzo in inglese, difficile da recuperare, sembrava destare particolari timori. Il ragazzino si era preparato per un’interrogazione di recupero, ma non era riuscito ad andare oltre la sufficienza. “La media era quindi insufficiente”, racconta ancora la donna, “e anche le altre materie sul filo a quel punto sarebbero state valutate negativamente. Lui ha chiesto una seconda possibilità alla docente, dimostrando buona volontà, una nuova interrogazione il giorno seguente. Io ho provato a convincerla, scrivendole”.

La Professoressa aggredita a PadovaFrancesca Radaelli, la professoressa aggredita a Padova.


La lite e l’aggressione

Dopo aver capito di non essere riuscita nell’intento di convincere la professoressa Radaelli a concedere un’altra possibilità a suo figlio, la donna ha deciso di recarsi personalmente presso la scuola media. “Mio figlio era in lacrime e mi ha detto che gli era stata negata la nuova interrogazione”, racconta la madre, “quello che secondo me era un suo diritto. Ho provato a chiedere spiegazioni, poi ho perso le staffe. E così, appena fuori dall’edificio scolastico, la donna ha preso a schiaffi la professoressa di inglese, facendola cadere a terra. Un gesto incontrollato di ira che, come cercherà poi di giustificare la donna, secondo lei sarebbe stato provocato dall’atteggiamento della docente: “Mi ha sfidata con lo sguardo”.

Aula scolastica_immagine di repertorioImmagine di repertorio.


La bocciatura del ragazzino e le scuse della madre

Alla fine, la tanto temuta bocciatura è arrivata. Se la situazione scolastica del ragazzino era già delicata, l’intervento della madre potrebbe non aver avuto un ruolo positivo nella faccenda. “Se non avessi agito così sarei farei ricorso contro la bocciatura. Invece dopo quello che ho fatto dovrò attendere le decisioni della docente”, aveva infatti commentato la donna prima di sapere come si sarebbe concluso l’anno scolastico del figlio. A giochi finiti, la donna ha dichiarato a Il Mattino di Padova: Immaginavo che lo avrebbero bocciato anche se contavo sulla comprensione degli altri professori, evidentemente gli hanno abbassato qualche voto”. Consapevole di aver agito in modo discutibile, la donna ha infine voluto rivolgersi direttamente alla professoressa aggredita: “Le chiedo scusa. Siamo una famiglia normale, non gente violenta”. Per la donna, intanto, è scattata la denuncia di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ricadendo gli insegnanti in questa categoria, oltre che per lesioni personali.