Nella Contea di Bexar, in Texas, una terribile storia di abusi coinvolge una bambina di 4 anni e la madre, immigrata senza documenti dal Guatemala. Jose Nunez, 47 anni, agente penitenziario in forze all’Ufficio dello Sceriffo della Contea, abusava la bimba minacciando la madre di farle deportare. La donna ha deciso di denunciare le violenze dopo che la bambina ha espresso il suo dolore.

Agente penitenziario abusa bambina di 4 anni

Nunez è stato arrestato con l’accusa di aggressione sessuale super aggravata, un reato previsto in Texas quando la vittima di violenza ha meno di 6 anni.

La madre della bambina si è rivolta disperata alla stazione dei Vigili del Fuoco locale per denunciare l’uomo. Il quale traeva vantaggio dalla paura della donna di essere deportata, in un incubo che andava avanti da mesi. Probabilmente anni, aggiunge lo sceriffo Javier Salazar, dato che si sta ora indagando se Nunez abbia usato la stessa tecnica di ricatto in passato.

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Jose Nunez. Foto: AP

Salazar ha dichiarato a CBS News: “Quando una persona o persone si dimostrano individualmente, come hanno fatto in questo caso, che non sono degni di essere parte di questo ufficio, dobbiamo, francamente, buttarli fuori di qui.

Tagliarli fuori come un cancro. E questo è quello che sta per succedere in questo caso“.

La madre temeva di essere deportata

La donna ha permesso queste violenze fino a che la figlia non ha lamentato il dolore per gli abusi che le infliggeva l’uomo. Il quale, per il momento, è in congedo amministrativo, nell’attesa che si concludano le indagini. Lo sceriffo Salazar ha spiegato che “I dettagli del caso sono francamente strazianti, inquietanti, disgustosi e irritanti allo stesso tempo“.

Nunez rischia una pena minima di 25 anni di carcere, la madre invece è sotto status protetto mentre il caso va avanti.

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Lo sceriffo Javier Salazar. Foto: Carolyn Van Houten

La questione dei migranti senza documenti

Lo sceriffo Salazar chiede ai migranti che si trovano negli Stati Uniti illegalmente di denunciare i crimini di cui spesso sono vittime, e su cui tacciono per paura. Ma la questione è più calda che mai al momento, con Donald Trump che continua a perseguire le sue politiche di “tolleranza zero“.

Le immagini dei bambini separati dai genitori proprio in Texas, al confine con il Messico hanno fatto il giro del mondo. Il Presidente ha addirittura dichiarato che gli immigrati irregolari usano i bambini come “cavalli di Troia” per entrare illegalmente portando negli Stati Uniti “morte e distruzione“. Un report dell’ACLU (American Civil Liberties Union) pubblicato a maggio spiega come da quando si è insediata l’amministrazione Trump le denunce per violenza domestica e violenze sessuali sono diminuite e questi crimini sono più difficili da investigare e perseguire proprio per la crescente paura della comunità degli immigrati.

(In copertina: agenti dell’Ice, agenzia responsabile per l’immigrazione e i controlli di frontiera. Foto: Wikimedia Commons)