Bambino intrappolato nella lavatrice

Un bel gioco finito male: nessuno, nemmeno i suoi genitori, avrebbero potuto immaginare che il figlio di 3 anni avrebbe potuto cercare nascondiglio all’interno della lavatrice, un gesto costatogli la vita.

Un gioco fatale

Marcel, un bambino di 3 anni, stava giocando a nascondino in casa con la sorella di 5 anni e ingenuamente aveva deciso di rintanarsi all’interno del cestello della lavatrice per non essere scoperto. Il luogo prescelto dal piccolo come nascondiglio, però, gli è costato tragicamente la vita. Nessuno tra i familiari è riuscito a trovarlo in tempo per dare l’allarme e, al momento del ritrovamento, qualsiasi tipo di intervento è risultato inutile.

Il dramma si è consumato il 18 giugno scorso a Slupsk, una città del nord della Polonia nell’abitazione di Marcel e della sua famiglia.

La dinamica dell’incidente e il tragico ritrovamento

Il bambino è riuscito a calarsi dentro la lavatrice e si è chiuso all’interno dell’elettrodomestico. Questo gesto sfortunatamente ha segnato il destino di Marcel che non è stato più in grado di uscire. Nessuno tra i famigliari ha pensato immediatamente che la tana selezionata dal bambino potesse essere proprio la lavatrice, motivo per il quale le ricerche sono durate a lungo fino al drammatico ritrovamento. È stato il padre a trovare il figlio quando ormai il bambino aveva perso i sensi ed era già in gravissime condizioni.

La famiglia ha tempestivamente chiamato un’ambulanza e i medici hanno cercato di rianimarlo per più di un’ora e mezza. Trasportato con urgenza in ospedale, Marcel è rimasto tra la vita e la morte per sei lunghissime ore fino al decesso.

Bambino intrappolato nella lavatrice - ospedale

L’esito dell’autopsia e le dichiarazioni degli inquirenti

L’autopsia ha rivelato che la causa della morte del piccolo è stata l’asfissia. La mancanza di ossigeno in uno spazio troppo piccolo anche per un bambino è stata determinante per la sorte di Marcel, ignaro della gravità della situazione e incapace di sfuggire al pericolo.

Il procuratore distrettuale ha definito l’episodio un “tragico incidente” che non poteva essere previsto e l’indagine è già stata archiviata dagli inquirenti.