Rimosso il muro dedicato a Davide Astori: la società metterà tutto al riparo

Davide Astori è ancora l'indimenticato capitano della Fiorentina morto il 4 marzo di quest'anno. Ora il muro con gli omaggi dei tifosi verrà spostato

Non c’è bisogno di allarmarsi. I tifosi della Viola, ancora così attaccati al ricordo del loro capitano Davide Astori, non si devono preoccupare: tutti i messaggi, le sciarpe, le foto, i cartelli, che hanno dedicato al capitano scomparso lo scorso 4 marzo in queste ore verranno spostati. Non saranno assolutamente rimossi per sempre, anzi, la società ha deciso di difenderne ancora più la memoria proteggendo tutto e portandolo all’interno del Centro di allenamento della squadra.

Il muro per Astori

Da oggi il muro per Astori avrà una nuova collocazione, ma niente di quello che i tifosi della viola, ma anche tutti i tifosi di calcio, hanno lasciato andrà perso. La società e la famiglia hanno deciso di rimuovere gli omaggi dall’esterno e, per proteggerli dalle intemperie, di trovare una nuova collocazione all’interno del centro di allenamento della squadra. Un modo per proteggere non solo la memoria del capitano, ma anche l’affetto che i tifosi hanno voluto dimostrare. A renderlo noto è stata la stessa Fiorentina che “D’accordo con la famiglia di Davide, la Fiorentina sta provvedendo a rimuovere maglie, sciarpe, lettere e tutte le altre testimonianze di grande affetto che tifosi, squadre ospiti e associazioni sportive hanno voluto apporre sulle cancellate del Franchi. Prima le piogge ed ora il sole stanno mettendo a dura prova la tenuta di tutto questo materiale che, una vota raccolto, sarà conservato da ACF Fiorentina al Centro Sportivo Davide Astori, in attesa di individuare una nuova collocazione“.


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Le cause della morte

Una nuova perizia medica che è stata resa nota i primi di giugno specifica che Davide Astori non è morto nel sonno. Stando a quanto rilevato non sarebbe vera l’ipotesi che il cuore del calciatore abbia rallentato fino a fermarsi, anzi sarebbe accaduto l’opposto. Astori, si ipotizza, avrebbe potuto salvarsi se avesse avuto un compagno di stanza in grado di intervenire quando si è presentato il disturbo cardiaco.