Berlusconi, confermata la prescrizione per la compravendita dei senatori

La Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello di Napoli, prescrivendo il Cavaliere dalle accuse di corruzione per i 3 milioni versati al senatore De Gregorio

La Cassazione ha deciso: confermata la prescrizione per Silvio Berlusconi per il processo riguardante la compravendita di senatori, per cui il Cavaliere era stato accusato di corruzione e in precedenza condannato a 3 anni: confermata quindi la decisione della Corte d’Appello di Napoli del 20 aprile dello scorso anno, anche se il reato imputato a Berlusconi è stato cambiato in corruzione impropria. Nelle stesse ore, intanto, ha avuto luogo una riunione congiunta dei due filoni del processo Ruby ter in cui Berlusconi è imputato insieme ad altre 27 persone per le feste che avevano luogo ad Arcore: a settembre atteso il dibattimento in aula.

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Berlusconi prescritto per la compravendita di senatori

Berlusconi aveva sempre chiesto l’assoluzione per i fatti riguardanti la compravendita di senatori di cui veniva accusato, in particolare per i 3 milioni che il Cavaliere avrebbe passato all’ex senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio nel 2008: nell’aprile del 2017 la Corte d’Appello di Napoli aveva decretato la prescrizione per il fondatore di Forza Italia, una decisione confermata in Cassazione. Nonostante le tesi dell’accusa, che hanno sempre indicato come Berlusconi abbia influito nella decisione di De Gregorio di spostarsi dal centrosinistra al centrodestra votando la sfiducia a Prodi nel 2008, la Cassazione ha solamente modificato il reato imputato al Cav, che passa dalla corruzione a corruzione impropria.

berlusconi de gregorioBerlusconi con Sergio De Gregorio


In primo grado Berlusconi era stato condannato a 3 anni, con l’interdizione dai pubblici uffici per i seguenti 5: con lui, venne condannato anche l’ex direttore di Avanti, Valter Lavitola, mentre l’ex senatore dell’Italia dei Valori patteggiò una pena di 20 mesi. Il Senato, che si è sempre costituito parte civile, nonostante la prescrizione dal reato, attende adesso in giudizio separato un eventuale risarcimento danni per i soldi che il Cavaliere versò a Sergio De Gregorio: lo storico legale del patron di Mediaset Nicolò Ghedini si è sempre schierato contro la posizione presa dal Senato nel processo. Franco Coppi, anch’egli nel team della Difesa di Berlusconi, aveva sempre sostenuto che l’attività in aula del suo assistito sia sempre stata “insindacabile e non si può stabilire se un voto è frutto di dazione di denaro: il voto è coperto dall’immunità parlamentare e non può essere oggetto di indagini”.

Ruby Ter: riunione due filoni e rinvio dibattimento a settembre

Ma i processi in cui Berlusconi dovrà difendersi non sono finiti: si profila all’orizzonte, alla fine dell’estate, il dibattimento in aula per il processo Ruby Ter, deciso il 2 luglio durante la riunione congiunta dei due filoni del procedimento che vedono il Cavaliere e altri 27 imputati accusati di corruzione in atti giudiziari e per cui Berlusconi è stato rinviato a giudizio lo scorso marzo. È il 24 settembre la data indicata per la ripresa delle operazioni in aula, uno slittamento concesso alle difese delle parti a processo per permettere di preparare una discussione sulle parti civili.

silvio berlusconiSilvio Berlusconi


Se il primo filone di indagini, in cui Berlusconi era imputato insieme a altre 23 persone era iniziato un anno fa, le operazioni erano state rallentate dalla seconda tranche di Ruby Ter fino ad arrivare alla riunione congiunta dei due filoni da tempo prevista e sempre rinviata. Il rinvio del dibattimento al prossimo settembre non va però a genio a tutti: “Il rinvio di oggi è scandaloso, questo processo non parte mai, o è incompetenza o c’è qualcosa che non va, qualcosa sotto“, protesta Imane Fadil, una delle ragazze costituitesi parte civile al processo, “quindi voglio chiedere al ministro Bonafede e ai due vicepremier Salvini e Di Maio di intervenire, perché noi siamo qua per chiedere giustizia e abbiamo respinto tanti tentativi di corruzione“. E ancora: “Non c’è alcun rispetto per noi parti civili, noi ci siamo sobbarcate tutto questo, siamo state testimoni dell’inchiesta perché la Procura ci ha chiamato e ora ci prendono in giro, siamo stanche. In quella casa accadevano oscenità continue. Una sorta di setta, fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici“.