Cassazione: sequestrare soldi della Lega "ovunque vengano rinvenuti"

Per la Corte di Cassazione, i 49 milioni sottoposti a sequestro per la truffa dei rimborsi elettorali della Lega vanno reperiti in qualunque conto o deposito

Reperire i soldi della Lega e sequestrarli, ovunque siano, fino a raggiungere la somma di 49 milioni di euro. La Corte di Cassazione è stata chiara: i soldi illecitamente trattenuti da Umberto Bossi e Francesco Belsito devono essere sequestrati, e ad essere passati al setaccio devono essere tutti i fondi e i conti correnti attribuibili al partito di Matteo Salvini.

Finora è stato recuperato solo 1 milione e mezzo di euro.

Gli anni dei rimborsi elettorali

La questione risale al quadriennio 2011-2014: in quegli anni Umberto Bossi e Belsito dirottarono somme statali attribuite al partito sui loro fondi personali. A luglio scorso sono stati condannati per truffa ai danni dello Stato. Matteo Salvini, nuovo leader di partito, si era costituito parte civile nel 2014 -la Guardia di Finanza aveva già scoperto dei trasferimenti di denaro– affrancandosi così da qualsiasi responsabilità, per poi incassare ingenti somme, classificate come rimborsi regionali.


salviniMatteo Salvini


L’avvocato della Lega non è d’accordo

Ora, sono state pubblicate le motivazioni di sentenza che impongono al partito della Lega il sequestro dei 49 milioni di euro: e non si parla dunque di un sequestro esclusivamente legato alle cifre ritrovate su conti esaminati dopo il decreto di sequestro. La Corte di Cassazione intende operare un sequestro di tipo retroattivo, ovvero sequestrare i soldi che non sono stati reperiti per un’impossibilità transitoria o reversibile”.

Di diverso avviso è l’avvocato del partito, Giovanni Ponti, che parla di inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme ‘depositande”, sostenendo che le somme che possono essere sottoposte al sequestro sono solo quelle trovate “al momento dell’esecuzione del sequestro”.

umberto bossiUmberto Bossi