elena aubry

Elena Aubry è morta il 6 maggio scorso. Era in moto -sua grande passione- ed è caduta per colpa delle buche che rigogliose spuntano in via Ostiense, a Roma. Graziella Viviano, sua madre, dal giorno della sua morte combatte una disperata battaglia: vuole evitare che altre persone muoiano come la sua Elena, e vuole che non siano più delle (evitabili, riparabili) buche ad uccidere i centauri.

La sua battaglia ora culmina in una lettera aperta, che la donna scrive alla figlia morta, pubblicata su Facebook: una lettera che parla della sua lotta alle buche, e della morte che le ha distrutto la vita.

elena aubry moto

La moto di Elena

Una lettera per una battaglia

Graziella Viviano parla direttamente a sua figlia Elena: “Sai, qui comincia a far davvero caldo, si va al mare. Niente più selfie quest’anno assieme, niente più risate, niente più…NIENTE !!!”. Il suo dolore è tangibile, enorme. È una madre che ha perso una figlia, che ora però cerca in lei, che non c’è più, una mano per riuscire in un intento importante: “Ho bisogno di te, amore mio. Ho bisogno del tuo aiuto perché qui non sembrano capire.

C’è pure chi dice che le buche non ci sono… Sai, si va al mare. Tanti passano sulle strade e…tu sai cosa può succedere se un dosso, una buca “si mette per traverso”.

Graziella, per risolvere il problema delle buche omicide, ha avuto un’idea: evidenziarle con la vernice, di modo che siano più visibili per  i motociclisti. La via sulla quale è morta Elena è stata chiusa al traffico motociclistico, ma la strada verso una risoluzione del problema è ancora lunga: “Chiedi lassù”, scrive rivolta alla figlia, “che si faccia il miracolo, che qualcuno gli apra le menti e il cuore.

Se solo un cuore generoso avesse evidenziato le “tue” buche in quella maledetta strada, adesso tu saresti qui con me e Sofia, andremmo al mare a ridere, a scherzare”.

Nel suo post, un lieve j’accuse rivolto a Beppe Grillo: “C’è pure chi dice che le buche non ci sono”. Il riferimento è a un video apparso sul blog di Grillo, in cui lo stesso va in giro in macchina caldeggiando l’efficacia della giunta Raggi sui lavori all’urbanistica (uno dei grandi crucci romani), nel quale dice che non ci sono buche.

Peccato che, mentre lo dice, si trova sull’autostrada A24 e quindi non in città. Poco dopo la pubblicazione del video, era intervenuta Graziella Viviamo, che aveva detto: Su certe cose non si può scherzare, la morte di mia figlia merita rispetto. Mia figlia aveva tutto quello che serve a un motociclista per non morire, ma su quella strada c’è tutto quello che può uccidere un motociclista“.

elena aubry cadavere

Il luogo dell’incidente