Censimento rom, approvata mozione per l'avvio in Lombardia

Il Consiglio regionale della Lombardia ha appena approvato la mozione per avviare il censimento dei rom sul territorio lombardo

La mozione firmata dal consigliere regionale di Forza Italia Silvia Sardone, che prevede il censimento di rom, sinti e camminanti in Lombardia, è stata appena approvata dal Consiglio regionale.

L’iter per attuare il censimento

Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio regionale con 39 voti a favore, 31 contrari, un astenuto e due non partecipanti al voto. Ora bisognerà aspettare il parere e il voto della Giunta regionale, come da procedura.

La “madrina” della mozione, Silvia Sardone, a seguito della votazione ha dichiarato: “Sono soddisfatta che la mia mozione sul censimento dei campi rom regolari e irregolari e dei loro residenti in tutta la Lombardia sia stata approvata oggi in aula”. Ha, inoltre, aggiunto: “Ad accampamenti regolari infatti se ne affiancano altri totalmente irregolari dove non si sa chi entra e chi esce arrecando gravi danni ai residenti che abitano nelle vicinanze. Grazie al provvedimento approvato oggi sarà possibile capire chi e quante persone vivono nei campi regolari e irregolari di tutta la regione”.

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Il documento ha ricevuto l’approvazione anche dell’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia, che ha così commentato: “Solamente attraverso una mappatura degli insediamenti rom e sinti presenti in Lombardia è possibile attuare gli interventi più idonei a contrastare le situazioni di illegalità e degrado urbano e a garantire la civile convivenza. Una mappatura analoga, sebbene limitatamente al territorio provinciale, era già stata effettuata nel 2006 dalla Provincia di Milano e nel 2008 relativamente a tutto il territorio regionale, in particolar modo al Comune di Milano, da Regione Lombardia, in collaborazione con Iref e la Scuola del Corpo della Polizia locale di Milano. Ciò che manca al momento, però, è una ricognizione recente che dia una fotografia attuale e reale della situazione”.

Contrari alla mozione

Il Partito Democratico ha votato contro la mozione e si è espresso tramite la dichiarazione del consigliere regionale Carmela Rozza: “Il Consiglio regionale ha approvato una mozione razzista che chiede un censimento su base etnica mentre rifiuta di stanziare le risorse per superare e chiudere i campi. Sia chiaro che noi siamo per superare i campi, ma per farlo occorrono risorse e politiche ad hoc”.

Anche gli esponenti del Movimento 5 stelle si sono dichiarati contrari alla mozione, dal momento che avevano chiesto il rinvio della votazione per approfondire il punto del censimento. In ogni caso, si sono detti favorevoli alla chiusura degli insediamenti irregolari.

Cosa prevede la mozione

Dunque, la Lombardia sarà probabilmente la prima regione italiana ad attuare la richiesta fortemente voluta dal neo ministro Matteo Salvini.

salvini campo romMatteo Salvini in visita in un campo rom


Ma cosa prevede effettivamente la mozione? Il provvedimento, come riporta il testo stesso, mira ad attuare un censimento su base regionale che consenta di: definire il numero di rom, sinti e camminanti negli insediamenti regolari; determinare la quantità di insediamenti per un maggior controllo della loro presenza sul territorio regionale. Inoltre, ha il fine di monitorare la frequenza scolastica obbligatoria dei minori presenti nei campi rom e di attuare politiche che permettano di ottenere la chiusura, da parte dei comuni e dei prefetti, degli insediamenti irregolari.

Rispetto alla questione dei minori la firmataria della mozione ha dichiarato: “È inaccettabile che i bambini anziché stare a scuola vengano usati per delinquere: da mamma questo non lo posso proprio tollerare. Troppo spesso vedo bambini vivere tra i rifiuti e i topi, una politica seria non può consentire questi spettacoli da terzo mondo. Non possiamo continuare a far finta di niente. Questa mozione intende portare avanti un’analisi seria dei campi regolari e irregolari, nell’ottica del loro superamento e per salvaguardare il futuro di questi bambini. Sapere dove sono e come vivono è l’unico modo per salvarli. Mettiamo un attimo da parte il buonismo e le polemiche e pensiamo a chiudere questi ghetti che sono solo fonte di degrado e delinquenza e che tolgono il futuro e la speranza a tanti bambini”.