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Quanto sta accadendo in Thailandia sta tenendo il mondo col fiato sospeso e gli occhi puntati su quella grotta in cui ancora, dopo due settimane, si trovano intrappolati i 12 ragazzi. Mentre i soccorritori cercano di liberarli, l’allenatore chiede pubblicamente scusa ai genitori dei ragazzi.

Thailandia: corsa contro il tempo per salvare i baby calciatori

Sono trascorsi giorni e giorni da quel tragico 26 giugno, data di inizio di un vero inferno per un’intera squadra di calciatori thailandesi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni. Un temporale forse è il motivo che ha spinto il coach e i ragazzi a cercare riparo in una grotta di Tham Luang Nang, nello Chiang Rai.

Una trovata in tutto e per tutto non congeniale: durante la stagione dei monsoni è infatti proibito addentrarsi nelle grotte proprio la pericolosità del gesto. La pioggia però ha impedito loro di uscire da quello che doveva essere un riparo, presto tramutato in prigione. Acqua e fango hanno intrappolato i ragazzi all’interno della grotta dove ormai vi permangono da ostaggi da ben 2 settimane. Da quel 26 giugno è stata una corsa contro il tempo per salvarli e quanto sta accadendo ha del miracoloso: i ragazzi infatti sono tutti vivi.

Peggiora la situazione nella grotta: diminuisce l’ossigeno

Da giorni si cerca di attuare un piano dal rischio minimo che possa trarre in salvo tutti i ragazzi e l’allenatore, con loro nella grotta. Le condizioni climatiche però e la situazione non permettono un intervento sicuro. Dapprima si è ipotizzato che ci sarebbero voluti almeno 4 mesi per riuscire a trarre in salvo tutti i ragazzi, ovvero la fine della stagione delle piogge. Negli ultimi giorni si era invece aperta la speranza di poter scavare un cunicolo adiacente alla grotta ma l’ipotesi è stata già scartata per l’alto rischio che avrebbero corso le persone coinvolte.

Per quanto miracolosa, la situazione all’interno della grotta peggiora però di ora in ora e quel che più preoccupa è la carenza a mano a mano di ossigeno. “Bisogna fare in fretta” chiosano i soccorritori, reduci già da una dolorosa perdita. È morto infatti un soccorritore, un ufficiale dei Navy Seal, nel tentativo di soccorrere i ragazzi.

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Thailandia, la grotta in cui sono intrappolati allenatore e squadra di calcio – Credits: Corriere della Sera

Le scuse dell’allenatore di calcio

Giungono inoltre le scuse dell’allenatore di calcio. Il 25enne ha voluto rivolgersi ai genitori dei suoi ragazzi. Una lettera che è stata fatta arrivare in superficie attraverso un passamano, di ragazzo in ragazzo poi di sub in sub fino alla luce. Così ha scritto il giovane allenatore: “Voglio scusarmi con i genitori. In questo momento tutti i bambini stanno bene, i soccorritori si stanno prendendo cura di me e prometto che io mi prenderò cura dei bambini nel miglior modo possibile“.