grotta thailandia

È cominciata una delle operazioni di salvataggio più complesse ed estenuanti della storia recente: i soccorritori hanno infatti iniziato il recupero dei baby calciatori della squadra di calcio thailandese bloccata da ormai 2 settimane all’interno della grotta di Tham Luang Nang, nella regione di Chang Rai. Alle 5 del mattino – ora italiana – dell’8 luglio, ha preso il via il trasporto del primo bimbo verso la superficie: ci vorranno 11 ore prima di uscire dall’inferno di acqua e fango.

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Primo baby calciatore in viaggio verso la superficie

Se tutto andasse per il verso giusto, il primo bambino potrebbe rivedere la luce e riabbracciare i suoi genitori verso le 21 locali – le 16 in Italia – dopo ben 11 ore di traversata tra acqua, fango e anfratti strettissimi.

L’operazione di salvataggio della squadra di baby calciatori intrappolata nella grotta di Tham Luang Nang da ormai 2 settimane è iniziata alle 10 del mattino – le 5 italiane – con il primo bimbo che, mentre scriviamo, è in viaggio verso la possibile salvezza.

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La grotta di Tham Luang

I soccorsi però, come si è potuto verificare nelle scorse settimane, non sono per nulla agevoli: sperando nella clemenza del meteo, il governatore della regione di Chiang Rai ha stabilito che per mettere in salvo tutte e 13 le persone intrappolate nella grotta ci vorranno almeno 2 giorni.

Le 13 persone all’interno sono tutte pronte ad essere estratte“, ha spiegato il governatore  Narongsak Osatanakorn. Si preleverà uno dei superstiti alla volta, con due sub per ognuno pronti ad accompagnarlo verso la superficie: in tutto sono 13 gli esperti che cercheranno di portare in salvo tutta la squadra.

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Il percorso per tornare in superficie resta comunque complicatissimo: i ragazzi, l’allenatore e i soccorritori dovranno superare tantissimi cunicoli quasi completamente allagati o sommersi di acqua e fango.

L’ossigeno, in questi anfratti, è sempre meno. La via d’uscita è complicatissima anche per gli esperti sub entrati in azione, ma secondo Osatanakorn, le difficoltà non spaventano i ragazzini e il loro coach, dimostratisi “forti e determinati” a mettersi in salvo.

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Le operazioni intorno alla grotta di Tham Luang Nang

Le operazioni vanno intanto avanti con la minaccia di nuove, violente piogge che rischiano di abbattersi sulla zona della grotta, complicando ulteriormente una missione già di per sé complicatissima. Se le precipitazioni dovessero essere di forte intensità, il rischio è che il livello dell’acqua possa alzarsi anche nella stanza in cui sono intrappolati i ragazzini e l’allenatore: è questo uno dei fattori che ha imposto una maggiore velocità delle operazioni. E se la squadra, all’interno della grotta, è determinata a ritornare in superficie, fuori dalla grotta le famiglie dei ragazzini pregano e sperano che tutto vada per il verso giusto. Intanto l’area intorno al sito di Tham Luang è stata interdetta ai giornalisti dalle 9 di questa mattina – le 4 del mattino in Italia. I genitori dei baby calciatori, intanto, hanno risposto alla lettera che il coach ha scritto loro chiedendo scusa per la sua decisione mal ponderata che ha messo a rischio la vita dei suoi allievi. “Per favore, non ti colpevolizzare. Non siamo affatto arrabbiati con te. Abbi cura di te stesso. Non dimenticare di riscaldarti con coperte perché il tempo è freddo. Uscirai presto“, scrive una mamma.

Credits immagine in evidenza: LaPresse