bonus acqua

Dal 1 luglio 2018 è possibile richiedere il bonus acqua. Le famiglie con un reddito basso potranno usufruire di un’agevolazione per la fornitura d’acqua. Il modulo di domanda dovrà essere consegnato entro il 31 dicembre 2018 e, qualora i requisiti fossero idonei, il bonus verrà erogato precisamente un anno dopo. Le modalità di richiesta e l’entità delle agevolazioni cambiano di Regione in Regione.

Come funziona il bonus acqua

Le famiglie con difficoltà economiche potranno ricevere della agevolazioni sulla bolletta dell’acqua. Per richiedere il bonus idrico basterà presentare l’apposito modulo di richiesta in un caf o al Comune. Per la modulistica, i termini di condizione, i requisiti necessari e le scadenze bisogna controllare il sito della propria Regione o Comune di appartenenza.

Ogni Regione infatti ha le sue precise regole riguardo al bonus idrico, e sarà compito dei cittadini verificarne i modus operandi. Il risparmio per gli utenti sarà notevole, pari a 50 litri al giorno per nucleo familiare. Una volta approvata la richiesta del cittadino, il fornitore si impegnerà a elargire il bonus in un’unica soluzione. Il provente risulterà direttamente in bolletta, e in caso di cessazione dell’utenza in un maxi conguaglio a chiusura contratto.

acqua rubinetto

Il risparmio sarà notevole per le famiglie idonee a ricevere il bonus idrico

Chi ha diritto alle agevolazioni

Tutte le famiglie con reddito basso potranno richiedere il bonus a partire dal 1 luglio 2018.

In base alla Regione di appartenenza (e quindi al diverso fornitore del servizio) ci sono alcuni requisiti che variano. L’abitazione per la quale si chiede il bonus deve essere la prima casa, e questo discorso è valido per tutta Italia. Altro fattore comune è il reddito Isee: questo non deve superare le soglie imposte da ogni Regione. Il valore Isee per richiedere il bonus può oscillare tra gli 8mila e i 20mila euro, a discrezione del fornitore a cui si fa domanda.

Il discorso cambia se nel nucleo familiare ci sono 2 o 3 minori a carico. Questo alza l’asticella del reddito, con una tolleranza maggiore rispetto a famiglie meno numerose.