Thailandia, liberi tutti i ragazzi e l'allenatore intrappolati nella grotta

Sono appena usciti dalla grotta di Tham Luang l'ultimo ragazzo e l'allenatore che erano ancora intrappolati all'interno della caverna

I 12 “cinghiali” e il loro allenatore sono sani e salvi. Finisce così, con un lieto fine, questa drammatica vicenda che ha visto Paesi di tutto il mondo unirsi per salvare 12 baby calciatori e il loro coach, intrappolati per due settimane nella caverna di Tham Luang. Quasi tutti i ragazzi sono già stati ricoverati in ospedale, sono in discrete condizioni e sono già in grado di alimentarsi autonomamente. Alcuni di loro hanno alcune infezioni ma guariranno nel giro di due settimane.Le famiglie dei ragazzi, per tutto il tempo, hanno dormito davanti alle grotte, e non hanno mai abbandonato, per quanto possibile, i loro ragazzi.


Un’operazione di grande coraggio

L’operazione di soccorso, estremamente complessa, è durata alcuni giorni ed ha coinvolto la collaborazione di soccorritori, sub e ingegneri provenienti da diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Inghilterra. Tutti, insieme, si sono prodigati per salvare i 13 ragazzi che coraggiosamente erano riusciti a sopravvivere da soli, senza cibo né acqua se non quella piovana presente in grotta. Le ultime fasi del salvataggio, che ha visto protagonista l’allenatore, ha visto alzarsi il livello della tensione in quanto si stava alzando il livello dell’acqua per via delle piogge.

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Un lieto fine

Ora i ragazzi dovranno superare, oltre ad esami clinici, anche le visite degli psicologi che attesteranno la presenza di eventuali shock post traumatici. Come riportato dai medici, due ragazzi sono sotto esami perché si sospetta possano aver contratto una polmonite, ma in generale i ragazzi sono in buona salute in quanto, essendo calciatori, hanno un sistema immunitario alto.

grotta internaL’immagine simbolo di questo salvataggio


In più di una fase dei soccorsi, dal giorno della scomparsa dei ragazzi, si è temuto il peggio: per più di una settimana non si è trovata loro traccia e si temeva di non ritrovarli, o di ritrovarli morti. Grande è stata la gioia al momento della scoperta del gruppo, intero ed illeso, che ha accolto i soccorritori con grande gioia. Subito dopo, la tensione: secondo le prime ipotesi, poteva essere necessario aspettare anche 4 mesi per riuscire a liberarli. Analisi successive hanno permesso di capire che non c’era tempo da perdere: l’ossigeno stava finendo, le piogge stavano tornando e i ragazzi stavano cominciando a soffrire clinicamente la permanenza nella grotta. Solo il contributo delle forze congiunte di grandi esperti in tutto il mondo ha permesso il salvataggio dei ragazzi.

grotta interna ansaFonte: Ansa