Ipermemoria autobiografica: lo studio su otto italiani che ricordano i dettagli delle loro vite

Otto persone che riescono a portare alla memoria come erano vestiti o cosa hanno mangiato dieci anni prima: è l'ipermemoria autobiografica

Un incredibile studio sulla memoria è stato pubblicato da PNAS a firma di un team di ricercatori italiani, con collaborazioni internazionali. Sotto il microscopio sono finiti otto connazionali che presentano l’ipermemoria autobiografica, la capacità di ricordare momenti anche a distanza di molti anni delle loro vite. L’obiettivo è capire come funziona la memoria e se le capacità di questi otto soggetti possano aiutare a trovare la chiave per combattere alcune malattie legate a questa funzione.

Lo studio della memoria tramite l’attività del cervello

È così che è stata spiegata l’ipermemoria autobiografica: chi ha questa capacità è in grado di ricordare cosa indossava, il pranzo o gli avvenimenti principali di un dato giorno. Anche se sono passati decenni, la nitidezza del ricordo non li abbandona. In generale, le persone sono in grado di riportare alla memoria solo eventi significativi, mentre le giornate qualunque svaniscono presto. Sulle eccezioni a questa regola si è concentrato lo studio della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità, La Sapienza di Roma, l’Università di Perugia e l’Università della California-Irvine. Il team ha investigato con la risonanza magnetica funzionale l’attività neuronale, la trasmissione di segnali nel cervello, dovuta al recupero dell’ipermemoria autobiografica.

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corteccia prefrontaleUna parte della corteccia prefrontale si attiva in maniera più marcata nei soggetti con ipermemoria autobiografica


Gli otto italiani con ipermemoria autobiografica

I soggetti che si sono sottoposti a questo studio sono chiaramente eccezionali. Riescono a ricordare dettagli di una giornata normale anche a distanza di moltissimo tempo. Una di queste persone ha raccontato a La Repubblica come ignorasse di avere questa capacità, finché non ha letto di una donna con l’ipermemoria autobiografica su un numero di Le Scienze. Si è reso conto di avere molti punti in comune con la signora, e ha deciso di contattare dei ricercatori. Grazie alla diffusione della notizia, altre persone si sono fatte avanti per lo studio.

Valerio Santangelo, autore della ricerca, ha spiegato: “Oltre a ricordare il giorno della settimana di una data lontana nel tempo (ricordano che il 3 agosto del 2011 era un mercoledì), presentano una completa assenza di esitazione o di sforzi consapevoli quando devono richiamare alla memoria eventi che hanno vissuto anche decine di anni prima“. Lo studio mira a capire, oltre all’iperfunzionamento di memoria, come ripristinarla nei soggetti affetti da particolari patologie.