ilaria stefano cucchi

Aveva sul volto i segni della solitudine“. Sono queste le parole che Ilaria Cucchi – la sorella di Stefano, morto nel 2009 dopo una settimana in arresto per possesso di droga – ha pronunciato oggi nel processo contro i 5 carabinieri che sono accusati di esser coinvolti a vario titolo nella morte del ragazzo: 3 di loro potrebbero essere gli esecutori materiali dell’omicidio. 

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Ilaria Cucchi parla al processo contro i carabinieri

Ha parlato in aula Ilaria Cucchi, per ripercorrere davanti ai giudici il giorno in cui suo fratello Stefano, arrestato per droga nel 2009, morì in circostanze sospette: per il suo decesso 5 carabinieri si trovano alla sbarra perché coinvolti in un probabile pestaggi nei confronti di Stefano.

“Quando vidi Stefano all’obitorio, aveva il volto tumefatto, un occhio fuori dall’orbita, la mascella rotta. Aveva sul volto i segni della solitudine” ha ricordato la Cucchi.

cucchi family

La famiglia Cucchi

Il racconto di Ilaria è partito dai giorni immediatamente precedenti alla morte del fratello: l’ultima volta che ha visto Stefano, afferma, fu due giorni prima che perdesse la vita. Nella sua ricostruzione, la Cucchi ricorda anche la lotta con la tossicodipendenza di Stefano. “Nel 2004 decise di entrare in comunità di recupero in maniera autonoma.

Sembrava si stesse riprendendo; ma a fine 2007 ebbe una terribile ricaduta”.

La mamma di Stefano ricorda i giorni dell’arresto

A intervenire in occasione del processo è stata anche la madre di Cucchi, Rita Calore, che tra le lacrime a sua volta ha ricostruito i giorni attorno alla scomparsa del figlio, per cui in particolare 3 dei carabinieri sono accusati di omicidio preterintenzionale. Non riuscì a riconoscere Stefano: “Quello che vedevo non era più Stefano era uno scheletro, tutto nero, un occhio di fuori, la mascella fratturata”.

stefano cucchi

 

C’è anche un episodio immediatamente precedente all’arresto di Stefano, in cui la madre abbracciò per l’ultima volta il figlio.

Mio figlio mi disse ‘Abbracciami, dormi tranquilla, vedi che adesso sto bene [… ] Verso l’una di notte sentii suonare il citofono: erano i carabinieri che venivano per la perquisizione“. E ancora: “Mio marito andò in tribunale – il giorno dopo l’arresto – al ritorno disse che Stefano era stato trattenuto. Era disperato. La prima cosa che mi disse fu che mio figlio l’aveva trovato gonfio in viso e pesto sotto gli occhi; e che forse qualche pugno glielo avevano dato”. E infine la tremenda scoperta della morte del figlio, comunicata da due carabiniere che avevano da darle “una cattiva notizia”. “Come pazzi, con mio marito corremmo al Pertini. L’unica cosa che ci dissero fu: ‘Suo figlio si è spento’. […] La morte di un figlio è terribile, non ti potrai mai rassegnare“.