La mamma di Elena, morta in moto per le buche: "Chiedo alla Raggi di mettersi al mio fianco"

Elena Aubry è morta tragicamente sulle strade di Roma lo scorso 6 maggio. Era sulla sua moto, quando è stata tradita da una buca dall’asfalto in via Ostiense. Graziella Viviano, la madre di Elena, non riesce a darsi pace e perché non accada mai più si batte perché le buche della capitale vengano riparate.

Una bomboletta di vernice per salvare una vita

La Viviano ha parlato a Radio Cusano Campus del suo nuovo progetto in collaborazione con l’associazione Tappami. “Ho fatto un ragionamento semplice. Se segnali qualcosa su un asfalto nero con una bomboletta di vernice che vada in contrasto, automaticamente la buca si vede e ti salvi la vita.

Ho voluto cominciare dal quartiere nel quale è caduta Elena“, ha spiegato. La morte della figlia è stata il punto di partenza, ma ora Graziella Viviano si batte per la vita di tutti coloro che rischiano sulle strade dissestate. Insieme all’Associazione Tappami hanno segnalato molte buche, e molte ne hanno anche riparate: “Non solo segnando le buche salviamo le vite. Ci siamo chiesti se, sempre come volontari, sia possibile tappare le buche segnalate. Questo serve per salvare, subito e senza attesa, la vita delle persone. Sono procedure di emergenza che funzionano“.

Graziella Viviano

Dalla pagina Facebook di Graziella Viviano

Graziella Viviano ha chiesto aiuto al Comune

Stando a quanto racconta la Viviano a Radio Cusano Campus, lei avrebbe provato a segnalare la sua iniziativa al Comune di Roma, chiedendo un aiuto: “Con tutto il cuore chiedo a Virginia Raggi di mettersi al nostro fianco.

Perché non fa lei quello che stiamo facendo noi? Un politico che si affianca ai cittadini fa solo la cosa migliore che dovrebbe fare un politico. Non lo voglio solo io ma tutto i romani“. Poi, non ricevendo risposta, la madre di Elena ha preso in mano la situazione: “In questi due mesi ho provato a sensibilizzare l’Amministrazione su quanto sta accadendo sulle strade, cosa che ho provato sulla mia pelle.

Non ricevendo risposta ho deciso di intervenire d’urgenza per salvare le vite nel “frattempo”, ovvero prima che le strade vengano sistemate“.

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