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Un barcone con 160 persone a bordo è affondato a largo della Repubblica turca di Cipro, come riporta l’emittente locale della CNN. Sarebbero almeno 16 le vittime di questo naufragio sulla rotta greca. Secondo la fonte, 101 persone sarebbero state salvate mentre altre 30 sono disperse. La Guardia Costiera turca e cipriota starebbe al momento coordinando la missione di ricerca e soccorso, insieme ai battelli mercantili presenti nella zona. La chiusura dei porti in Italia ha portato ad un incremento dei flussi verso gli altri approdi all’Europa, con la Spagna che ha superato nella prima metà del 2018 lo Stivale e la Grecia per numeri di sbarchi sulle sue coste.

Il caso della Sarost 5: negato l’attracco a 40 migranti

Un’altra situazione desta preoccupazione del Mediterraneo, questa volta nei pressi delle coste tunisine. Una nave cargo della piattaforma petrolifera di estrazione Miskar, nel golfo di Gabès, è bloccata da giorni in mare. La Sarost 5 il 15 luglio ha soccorso un barcone che da cinque giorni erano alla deriva, senza cibo né acqua, come riporta il sito InfoMigrants, nato dalla collaborazioni di agenzie di stampa europee come ANSA, l’emittente Deutsche Welle e France 24. A bordo della nave cargo ci sarebbero ora una donna incinta e alcune persone ferite, mentre le scorte alimentari sono quasi esaurite.

Secondo le fonti, l’Italia, Malta e la Tunisia si sono rifiutate di accogliere i migranti, quest’ultima in quanto non vuole diventare un porto considerato sicuro dai partner europei.

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Immagine di repertorio

Open Arms verso la Spagna: “L’Italia non è un porto sicuro”

Intanto arriva la replica di Riccardo Gatti, direttore operativo in Italia di ProactivaOpen Arms, riguardo il caso del gommone affondato dalla Guardia Costiera libica ieri. La Ong ha salvato una superstite, documentando il recupero, mentre non ce l’hanno fatta un’altra donna e un bambino.

Il ministro degli Interni Salvini ha bollato le accuse contro i libici come “Bugie“, negando di fatto l’approdo. “Non riteniamo l’Italia un porto sicuro per noi e per la serenità di Josefa“, ha dichiarato Gatti a La Repubblica, riferendosi alla superstite. “C’è stato dato il porto di Catania verso le 23“, continua, ma considerando quanto detto da Salvini e il livello di “manipolazione della realtà“, Open Arms ha deciso di fare rotta verso la Spagna.