figlia Marco Travaglio

Brutte notizie per il direttore de Il Fatto Quotidiano. Marco Travaglio, stando a quanto deciso dalla sesta sezione penale del Tribunale di Roma, è stato giudicato reo di diffamazione nei confronti della giornalista Rai, Grazia Graziadei.

Marco Travaglio condannato per diffamazione

Per contestualizzare al meglio la recentissima condanna emessa dalla sesta sezione penale del Tribunale di Roma nei confronti di Marco Travaglio è opportuno un breve excursus della vicenda, risalendo al 4 luglio del 2010. Da una parte della sbarra, come abbiamo già detto, c’è Marco Travaglio; dall’altra parte la giornalista del Tg1, Grazia Graziadei. Al centro di quell’articolo a cura del Tg1 che aveva smosso lo spirito critico del direttore Travaglio, c’erano i costi delle intercettazioni telefoniche effettuate di volta in volta dalle varie Procure della Repubblica.

Ieri sera al Tg1, per supportare le balle del Banana al Tg4 sulle intercettazioni, ha sparato cifre a casaccio spacciandole per “dati ufficiali del ministero della Giustizia –  scriveva Travaglio nel 2010 – Ridicolo poi l’ultimo ‘dato’ della Graziadei: ‘Via Arenula fa sapere che sono pochissime le inchieste di magia basate solo su intercettazioni’. Sarebbe interessante sapere quante sarebbero finite nel nulla se non si fossero avvalsi “anche” di intercettazioni. Ma per saperlo ci vorrebbe un telegiornale.

Pretesa assurda, trattandosi del Tg1″. Si fa in fretta a capire come l’articolo del direttore finì velocemente sul tavolo dei vertici Rai, pronti a muovergli guerra.

grazia graziadei

Grazia Graziadei, la giornalista Rai che Marco Travaglio dovrà risarcire

Diffamazione nei confronti della giornalista del Tg1, Travaglio risarcirà Graziadei

Dopo numerose indagini, l’inchiesta ha trovato epilogo a distanza di 8 anni. Marco Travaglio è stato infatti condannato per diffamazione nei confronti della giornalista del Tg1, obbligato per legge a risarcirla dei danni per una somma pari a 30mila euro. Assolto invece, sempre Travaglio, dall’accusa di diffamazione nei confronti dell’allora direttore del telegiornale RaiAugusto Minzolini.

Assolto come lo è stato anche Antonio Padellaro, ai tempi direttore del Fatto.